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Appalti. Cuccello: "Non è con l’eliminazione delle regole che si fanno ripartire i cantieri"

4 giugno 2019 - “Abbiamo più volte detto che il Codice degli appalti possa avere bisogno di qualche aggiustatura ma non certo la sua eliminazione, perche’ e’ stato il frutto di un lavoro sinergico per contrastare l’illegalità, la corruzione, l’infiltrazione delle mafie e per garantire i lavoratori nell’applicazione dei contratti sottoscritti dalle OO.SS. maggiormente rappresentative e non di comodo, e aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro” . Lo sottolinea il Segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello. “Ancora una volta, purtroppo, si cerca di deformare la verità: non è con l’eliminazione delle regole che si fanno ripartire i cantieri. Per questo facciamo appello al Governo, al Presidente Conte, al Presidente Fico, alla Presidente Casellati, perché ci si fermi e si dia inizio invece ad un serio confronto con le parti sociali per trovare le migliori soluzioni.

Voler sospendere il codice degli appalti e non applicare le leggi europee, come auspicato da una parte del governo, dimostra anche una approssimazione molto grave. Infatti il Codice recepisce le direttive dell’Unione Europea e come ha cercato di spiegare anche il Presidente Anac, Cantone, non può essere cancellato. Le ragioni del blocco dei cantieri non sono da ricercare nel Codice degli Appalti: si devono qualificare le imprese prima, garantire i pagamenti da parte della pubblica amministrazione per non rischiare di avere imprese al collasso, si devono finanziare le grandi opere. Bisogna rendere esecutivi i progetti ma dentro un quadro chiaro e stabile di regole. Questo e’ quello che bisognerebbe fare per velocizzare la costruzione delle opere pubbliche”.

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