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Pubblico impiego. Furlan: "Domani in piazza. Tagli organici e blocco turnover inaccettabili"


 Roma,  7 giugno 2019. "Futuro è servizi pubblici!": è questo lo slogan della mobilitazione unitaria delle categorie dei servizi pubblici e privati di Cgil, Cisl e Uil in programma domani a Roma. Il corteo dei manifestanti partirà da Piazza della Repubblica alle ore 9.30 e raggiungerà Piazza del Popolo dove, alle 11.00, sono previsti gli interventi dei Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uilpa e Uil Fpl.  "La Pubblica Amministrazione è vitale per il nostro Paese e per questo i lavoratori devono essere rispettati nella loro professionalità e nella loro dedizione al lavoro”, ha sottolineato la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, che domani parteciperà alla Manifestazione. "La politica dei tagli continui agli organici è una cosa intollerabile. Questo significa meno medici, meno infermieri, meno paramedici, meno impiegati, meno assistenti sociali, meno insegnanti della scuola materna nei nostri Comuni. Così come è inaccettabile il blocco del turnover: negli ultimi anni sono uscite oltre 100.000 persone dal mondo del lavoro. Quota 100, che prevede ulteriori pensionamenti, deve essere accompagnata da un grande piano di assunzioni che dia risposte ai cittadini che hanno bisogno di servizi efficienti e funzionali”.  “Anche i servizi pubblici domani scenderanno in campo per chiedere al Governo un deciso cambio di rotta". Ha aggiunto il Segretario Generale della Cisl Funzione Pubblica, Maurizio Petriccioli. "Le risorse poste nella manovra di Bilancio sono inadeguate rispetto alla professionalità e alla dedizione di quelle persone che ogni giorno erogano servizi fondamentali a cittadini e imprese. Mentre aumentano le promesse occupazionali, si svuotano gli uffici, le corsie degli ospedali e le strade in cui gli operatori della sicurezza mettono a rischio ogni giorno le loro vite. Ribadiamo la richiesta di avere maggiori risorse, già a partire dalla prossima manovra, per restituire potere d’acquisto alle retribuzioni e finanziare i nuovi sistemi di classificazione e riqualificazione professionale al fine di agevolare lo scorrimento tra le aree e le qualifiche. Abbiamo chiesto al Governo di reagire alla grave emorragia di uscite dal lavoro che si aggraverà con quota 100, realizzando uno straordinario piano di assunzioni che passi dalla stabilizzazione degli oltre 450.000 lavoratori precari, l’utilizzo delle graduatorie in essere degli idonei di concorsi pubblici, raggiungendo quell’obiettivo di 500.000 persone da inserire nella PA che lo stesso Ministro della Funzione Pubblica aveva promesso. Abbiamo infine chiesto di superare le ingiuste iniquità che permangono tra lavoro privato e pubblico, a scapito di quest’ultimo, trovando solo risposte parziali e insufficienti come nel caso dei tempi di erogazione del tfs/tfr. Domani tutte le lavoratrici e i lavoratori dei servizi pubblici domani si mobiliteranno in massa per far sentire la loro voce. Ci troverete a Roma, in Piazza del Popolo per difendere quei servizi pubblici del Paese che sono un bene di tutti i cittadini”.

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