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Rider morto. Cgil, Cisl, Uil: "Vicini ai familiari. Servono diritti"

Roma, 10 giugno 2019- “Siamo vicini alla famiglia di Mario Ferrara, il lavoratore deceduto a Bologna. È giusto che la città si fermi di fronte a questa ennesima tragedia, che si poteva e doveva evitare. Quello dei riders è un settore privo di tutele elementari che ha bisogno di regole e diritti come da sempre noi proponiamo”. È quanto si legge in una nota di Cgil, Cisl e Uil. 

 “I contratti collettivi nazionali - proseguono - sono per noi lo strumento giusto per dare dignità a questi lavoratori. Il Governo riapra subito il tavolo di confronto con le imprese e con i sindacati e si trovino le condizioni legislative e contrattuali per riconoscere le giuste tutele al nuovo lavoro digitale. Le imprese escano dal silenzio e affrontino le loro responsabilità”. 

 “Non si può più far finta di niente, ignorare la situazione attuale e continuare con un modello di business che, senza riferimenti normativi e contrattuali chiari, è inaccettabile e insostenibile. Siamo stanchi di commentare tragedie e di esprimere solidarietà, è ora di passare dalle promesse ai fatti e dare risposte concrete a questi lavoratori”, concludono Cgil, Cisl, Uil.

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