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Mezzogiorno. Furlan: "Servono investimenti concreti ed un cambiamento della politica economica"

14 settembre 2019 -  “Se non c'è un rilancio degli investimenti pubblici e privati, un'idea di sviluppo del Mezzogiorno, non ci sarà nemmeno una crescita del Paese e quindi nemmeno un ruolo dell’Italia all'interno dell'Europa”. È quanto sottolinea oggi la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un lungo intervento sul “Quotidiano del Sud”, commentando il "Manifesto per l'Italia", lanciato dallo stesso giornale. “Ha ragione il Presidente del Consiglio, Conte, quando dalle colonne del vostro giornale sottolinea che serve una fase nuova per 'ricucire l’Italia dentro un disegno assistenziale di sviluppo'. Ma a queste condivisibili dichiarazioni di intenti devono seguire ora fatti concreti ed un cambiamento concreto della politica economica, coinvolgendo tutti i soggetti sociali in una azione riformatrice capace davvero di avviare una fase nuova di crescita e di investimenti produttivi nel Mezzogiorno ed in tutto il paese”, aggiunge la leader Cisl. “Il problema grave, più volte denunciato dal sindacato, rimane quello delle infrastrutture e dei gravi ritardi nella costruzione di ferrovie, strade, servizi sociali e sanitari adeguati, la banda larga, tutte opere pubbliche indispensabili per aprire una reale opportunità di sviluppo, occupazione e progresso”, sottolinea la leader Cisl.

“Così come servirebbero sgravi fiscali rafforzati e mirati per favorire le assunzioni dei tanti giovani disoccupati, che non chiedono oggi sussidi ma un lavoro vero e stabile. Ecco perché il Governo, le Regioni e le istituzioni locali, hanno delle responsabilità enormi e sono chiamate a dare una risposta concreta ai bisogni del territorio”. Per la Furlan bisogna aumentare il livello di spesa ordinaria destinato al sud. “Le dotazioni europee devono essere aggiuntive e non sostitutive della spesa ordinaria, risolvendo le lentezze amministrative che impediscono la realizzazione delle opere. L’Italia intera crescerà se ci sarà una vera rinascita del Sud, se nuove infrastrutture, industria, tutela dell’ambiente e dei beni culturali, turismo, scuola e pubblica amministrazione, legalita' arriveranno insieme nel Sud. Non c'è un prima ed un dopo”.

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