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Giornata Mondiale ONU delle bambine e delle ragazze. Ocmin (Cisl): "Ancora c’è tanto da fare perché vengano eliminate le diverse forme di discriminazione e di violenza"

11 ottobre 2019 - “Si celebra oggi la Giornata Mondiale ONU delle bambine e delle ragazze per sensibilizzare e promuovere i loro diritti in tutto il pianeta. Diritti formalmente riconosciuti ma spesso concretamente disattesi. Molto ancora c’è tanto da fare perché vengano eliminate le diverse forme di discriminazione e di violenza nei loro confronti”. Lo dichiara in una nota la Responsabile del Coordinamento donne della Cisl, Liliana Ocmin. “Sul tema qualcosa è stato fatto in termini di sensibilizzazione sia dell’opinione pubblica internazionale che di autorità ed istituzioni nei diversi paesi, ma questo non ha messo fine alle loro sofferenze ed alle violazioni continue dei loro diritti. Ci preme dunque rimarcare, in occasione di questa Giornata, le azioni e gli interventi che devono essere ancora realizzati per raggiungere quei traguardi che 25 anni fa furono impressi nella Dichiarazione e Piattaforma di Pechino e che ci chiede l’ONU con l’Agenda 2030 nell’ambito degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile, in particolare al “Goal 5” sulla parità di genere. Bisogna accelerare con le riforme culturali per garantire un futuro sereno e la libera autodeterminazione delle bambine e delle ragazze. Tutto procede a rilento, ecco perché, come Coordinamento nazionale donne Cisl, siamo preoccupate per il raggiungimento di questi risultati entro il 2030. Dobbiamo dire basta alle spose bambine, non solo nei paesi in via di sviluppo ma anche in quelli più sviluppati come l’Europa. Dobbiamo colpire con più efficacia la pratica delle mutilazioni genitali femminili, garantire la parità di accesso all’istruzione, contrastare l’istruzione segregante-discriminante e la tratta degli esseri umani, specie quella destinata alla prostituzione, dove per molte ragazze si apre il baratro della schiavitù. Oggi è un’ottima occasione per riflettere su tutto questo e per rilanciare il nostro impegno ad ogni livello perché il loro futuro, e quindi il nostro, non vengano definitivamente compromessi”.

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