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UE. Sbarra: "Serve un nuovo bilancio europeo per rilanciare infrastrutture, occupazione, investimenti"

Roma, 7 febbraio 2020. “Se vogliamo aiutare le nostre economie a ripartire nel segno della sostenibilità ambientale e sociale, se vogliamo rilanciare occupazione e salari, investimenti, welfare e servizi e accorciare le distanze tra realtà deboli e forti, abbiamo bisogno di un nuovo bilancio europeo, che non sia alimentato solo da trasferimenti degli Stati membri ma sia dotato anche di una propria capacità impositiva”. Lo ha detto oggi a Roma il segretario generale aggiunto della Cisl. Luigi Sbarra al convegno sul “nuovo bilancio europeo” organizzato dal presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli. “Vanno promosse tutte le iniziative tese a ridurre l'eccessiva rigidità dei vincoli europei, che rendono le politiche di bilancio orientate prevalentemente alla stabilità e meno allo sviluppo. Sentiero che deve portare a una profonda revisione del Fiscal Compact, ad estendere la golden rule a tutti i capitoli di spesa capaci di generare lavoro aggiuntivo e ben formato, tutelato e retribuito e deve fare delle infrastrutture materiali la più importante partita per la convergenza. Per Sbarra “la sfida nella sfida e’ quella di un Mezzogiorno riscattato allo sviluppo. L’integrazione e la convergenza infrastrutturale delle aree deboli del nostro Sud rappresenta la più grande opportunità di crescita per l’Italia e per tutto il continente. Dobbiamo rimettere in fase tutti gli attori istituzionali: Commissione europea, Governo Nazionale, Regioni ed Enti locali, riallineandoli alle esigenze reali delle nostre comunità. Il nostro impegno è quello di promuovere la via di una fortificazione sociale che preveda anche l'istituzione di un Fondo comunitario per i sussidi di disoccupazione, la costruzione di uno strumento di sostegno all’occupazione giovanile e la definizione di nuovi spazi di dialogo per attuare il Pilastro sociale, armonizzare la contrattazione e contrastare il dumping sul costo del lavoro. Il traguardo è quello di un Patto Sociale Europeo che metta tutte le energie responsabili al servizio di un progetto che si chiama Stati Uniti d’Europa”.

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