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Lavoro. Furlan: "Situazione preoccupante. Servono meno divisioni politiche e più scelte concrete del Governo"

Roma,  14 febbraio 2020 - “Il riformismo dei Governi si misura sui temi del lavoro, della crescita, degli investimenti pubblici, nella capacità di ideare una riforma fiscale finalmente nel segno dell’equità, di cui il paese ha urgentemente bisogno”. È quanto sottolinea oggi in un lungo intervento sul Sole 24 ore la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan. “Negli ultimi mesi tutti i parametri della nostra economia portano il segno meno, con un peggioramento della lunga fase di stagnazione”, aggiunge la leader Cisl. “Indicativo è l’ultimo dato del prodotto interno lordo:  - 0,3 % , il peggior degli ultimi 7 anni, cui si somma il crollo a dicembre della produzione industriale a -1,3% , la discesa più forte dal 2013”. Un quadro che la Furlan definisce “preoccupante, alla luce anche di un tasso di disoccupazione fermo al 10% (a dicembre -75mila occupati, il calo più forte dal 2016), con una flessione della domanda e dei consumi interni, la mancanza più che evidente di investimenti pubblici e privati, soprattutto perché la gran parte dei cantieri pubblici e delle opere infrastrutturali sono tuttora fermi”. La Furlan aggiunge come “immobili rimangono al Mise centinaia di crisi aziendali, di cui Ilva e Alitalia, rappresentano solo la punta di un icerberg che ogni giorno si allarga come dimostra anche il fallimento di Air Italy. Di queste cose dovrebbe occuparsi la politica che invece discute e si divide su temi che non sono certo una priorità né per il paese , né per gli italiani. Ben altra dovrebbe essere la capacità programmatica e decisionale del Governo, che oltre a superare le sue divisioni evidenti, dovrebbe selezionare insieme alle parti sociali gli obiettivi da raggiungere, valutare le risorse da stanziare, scegliere gli strumenti da adottare per favorire la crescita”,  conclude la leader Cisl.

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