Coronavirus. Cuccello: "Salvaguardare il reddito dei lavoratori. Ma anche l’ Europa deve fare la sua parte sulle risorse"

23 febbraio 2020- “Di fronte ad una emergenza sanitaria così ampia non solo il nostro Governo deve mettere in campo risorse straordinarie ma anche l’Europa deve sostenere gli sforzi economici dei paesi per difendere la salute dei cittadini e contrastare gli effetti negativi di questa epidemia sull’economia e sull’occupazione”. Lo ha sostenuto il Segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, al tavolo convocato dal Ministro del Lavoro Catalfo. “Ciascono deve dare il proprio contributo attivo in questo momento di emergenza del paese per prevenire la diffusione del coronavirus nelle aziende, nei servizi pubblici, nelle scuole, in tutti i luoghi di lavoro. Occorre un piano di informazione e di prevenzione sulla salute in tutti i luoghi di lavoro, anche per tranquillizzare la popolazione. Ma servono soprattutto ammortizzatori sociali per sostenere le imprese italiane in difficoltà, per contrastare gli effetti negativi del coronovirus sulla nostra economia, sulle produzioni e sull’occupazione. Abbiamo bisogno di provvedimenti straordinari per dare certezza già da domani mattina ai lavoratori, in particolare delle zone rosse e gialle della Lombardia, come è accaduto in occasione del terremoto o per la caduta del ponte Morandi. Cgil, Cisl e Uil già nei giorni scorsi avevano chiesto un incontro alla Ministra del Lavoro Catalfo per affrontare una serie di tematiche legate agli ammortizzatori sociali, tra le quali le criticità emerse per alcune aziende del manufatturiero, nel proseguire normalmente l’attività per difficoltà di approvvigionamento legate all’emergenza coronavirus. In seguito alle ordinanze che, a causa dei primi casi italiani di contagio, hanno sospeso le attività lavorative in alcune aree e non potendosi altresì escludere che il contagio si allarghi ad altre aree geografiche nei prossimi giorni e settimane, con conseguente ampliamento delle misure cautelative, sarebbe opportuno un tavolo interministeriale con i Ministri del lavoro, della salute, il Mise, l’Inps, per condividere soluzioni adeguate all’emergenza.
Si tratta, in primo luogo, di salvaguardare il reddito dei lavoratori impossibilitati a svolgere la prestazione lavorativa nonché, ove possibile, evitare la sospensione delle attività. Occorrono facilitazioni amministrative alle aziende che dovessero richiedere la cassa integrazione ordinaria a causa di sospensioni lavorative (ad esempio escludendo, tra i requisiti, quello di prevedere una data certa di ripresa dell’attività). Bisogna sostenere le aziende che dovessero richiedere le prestazioni del Fis (il Fondo presso l’Inps che concede prestazioni per sospensioni lavorative ai dipendenti di aziende escluse dalla cassa Integrazione e prive di fondo settoriale). Occorre una verifica della capienza dei fondi settoriali (fondi bilaterali di solidarietà) e trovare una soluzione per il sostegno al reddito dei dipendenti delle aziende con meno di 5 addetti, dei lavoratori stagionali, dei lavoratori autonomi, attualmente esclusi dagli istituti. Da parte del Governo servono risorse finanziarie adeguate se dovessero verificarsi problemi di capienza  delle gestioni degli istituti. Riteniamo che vadano sollecitate sia nel pubblico impiego e nelle aziende l’utilizzo di modalità  organizzative flessibili  che rendano possibile la continuazione dell’attività lavorative senza compromettere la salute dei lavoratori e dei cittadini, ad esempio razionalizzando eventuali  trasferte ed  utilizzando lo smart working, laddove compatibile con l’attività svolta (es. figure impiegatizie, settore dei servizi), sulla base di accordi aziendali o territoriali. A sostegno di tali provvedimenti possono immaginarsi misure , quali il potenziamento della connettività di rete, incentivi ad incrementare i servizi di consegna a domicilio di generi di prima necessità, etc, che potrebbero altresì avere  un ruolo di rilievo nell’evitare un ulteriore calo della produzione industriale ed una contrazione dei servizi”. 
 

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