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Coronavirus. Sbarra: "Decreto debole per intensità e portata. Estendere strumenti e misure per imprese e lavoratori su tutto il territorio nazionale"

29 febbraio 2020 - “È sicuramente importante che il Governo abbia risposto in tempi rapidi al bisogno di attivare strumenti di sostegno e ammortizzatori per i lavoratori e le aziende costretti a sospendere l’attività nelle aree più direttamente coinvolte dal coronavirus. Tuttavia, dalle prime anticipazioni sui contenuti del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 Febbraio, siamo in attesa di conoscere le misure di dettaglio , il provvedimento appare ancora troppo debole per intensità e portata”. Così Luigi Sbarra, Segretario generale aggiunto Cisl.

“Insufficiente – aggiunge - è l’entità delle risorse individuate sul capitolo Ammortizzatori Sociali ed ancora più preoccupante è la limitazione del suo raggio geografico d’azione: come se l’impatto economico dell’epidemia possa essere circoscritto alle sole zone rosse”. “Si sottovaluta gravemente l’urgenza di intervenire anche altrove – sottolinea ancora il sindacalista - in quei territori limitrofi ed in quelle regioni del Nord, del Centro e del Sud, isole comprese, che hanno subito un pesante contraccolpo in comparti strategici . C’è dentro tutto: manifattura, turismo, commercio, logistica, trasporti, agroalimentare, edilizia, servizi scolastici e sanitari. Uno scenario ben più complesso di quello al quale si rivolge il decreto e che richiede l’estensione delle misure attivate su tutto il territorio nazionale”. “Occorre intervenire con strumenti ad spettro ampio – rileva Sbarra - che includano tutti i lavoratori, anche delle piccole e microimprese. Diversamente si rischia un effetto domino su tutto il Paese in termini di produzione, export e consumi, con un nuovo e lungo avvitamento nella spirale della recessione. Va in particolare rafforzato ed esteso l’utilizzo della cassa integrazione in deroga, leva caratterizzata da inclusività e flessibilità, elementi fondamentali in questa fase”.

“Andrebbe inoltre predisposto un Fondo di Emergenza Nazionale, alimentato con risorse nazionali ed europee, ad utilizzo generalizzato da parte di tutte le aziende costrette a sospendere in tutto o in parte le attività per problemi legati al covid-19, da ripartire immediatamente tra le Regioni in base alle esigenze, a cui potrebbero seguire decreti successivi in ragione delle evoluzioni di scenario. Va infine sostenuto maggiormente il ruolo dinamico, adattivo e sussidiario della contrattazione e della bilateralità capaci di generare soluzioni avanzate anche sotto il profilo del sostegno al reddito per tutti i lavoratori”.

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