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Coronavirus. Furlan" Chiedo agli imprenditori di moderare i toni. In 40 anni mai chiesto chiudere fabbrica, c'è di mezzo la vita delle persone"

24 marzo 2020 - "Faccio la sindacalista quasi da 40 anni e non ho mai chiesto di chiudere una fabbrica. Anzi, mi sono sempre battuta perché le fabbriche restino aperte. Ma qua c'è di mezzo la vita delle persone, la questioni economiche sono importanti, ma nel frattempo bisogna salvare le vite". Così la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, intervenendo a "Circo massimo" su Radio Capital, è tornata sulla richiesta dei sindacati di sospendere le attività non indispensabili per contenere l'emergenza coronavirus.

"Chiederemo di tornare allo spirito di unità ma anche di serietà di sabato sera", quando "abbiamo condiviso un percorso con il governo e le parti datoriali che si realizzava attraverso la linea "teniamo aperto solo quello è che indispensabile. Invece domenica ci siamo trovati un elenco farcito di ciò che non è indispensabile, anche se importante".
"La reazione dei lavoratori è stata negativa, ci sono state tante dichiarazioni di sciopero", ha proseguito Furlan, secondo cui bisogna "dare regole generali certe, non cambiarle continuamente. Non serve né litigare, né fare polemiche, però non possiamo cambiare dalla sera alla mattina cose concordate di buon senso, questo non è consentito a nessuno", ha detto. Bisogna "coniugare sicurezza e produzione".

E "agli imprenditori dico che forse è il caso di moderare i toni", ha replicato a chi sostiene che scioperare sia da irresponsabili. "Ai numeri economici io accosto anche il numero dei morti e degli ammalati che sentiamo ogni giorno, un bollettino di guerra. Chiudere oggi quello che non è indispensabile equivale a bloccare il contagio, che è il primo obiettivo che ognuno di noi si deve porre", ha rimarcato Furlan. Alla domanda sul pressing di Confindustria, "non so se il governo ha ceduto a richieste o non richieste - ha risposto riferendosi alla lista delle attività inserito nell'ultimo Dpcm - so che l'elenco non corrisponde al senso di indispensabilità che insieme avevamo concordato. Mi auguro - ha concluso - si possa tornare ad un ragionamento di grande rigore e serietà"

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