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Alitalia, Cuccello e Pellecchia (Fit-Cisl): "Necessario rilancio. Errore ridurre perimetro"

Roma, 8 aprile 2020 – “Alitalia ha bisogno di risanamento e rilancio: non ci stanchiamo di ripeterlo e lo abbiamo ribadito anche alla riunione di oggi con i Ministri”. Così dichiarano Andrea Cuccello, Segretario confederale della Cisl, e Salvatore Pellecchia, Segretario generale della Fit-Cisl, a valle della videoconferenza di oggi con Paola De Micheli, Ministra dei Trasporti, e Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo economico, sul presente e il futuro di Alitalia. “Patuanelli – proseguono Cuccello e Pellecchia - ha confermato di voler continuare verso la costituzione della newco, mentre De Micheli ha dichiarato che sta esaminando, con lo scopo di risolverle, le difficoltà di tutto il settore del trasporto aereo sia tenendo conto del contesto europeo sia a livello nazionale e che sta valutando anche il riassetto regolatorio. Entrambi i Ministri pensano a una compagnia premium, ma Patuanelli, senza fornire elementi precisi, ha detto che il perimetro di riferimento della newco sarà correlato alle attuali condizioni di mercato”.
“Mentre siamo favorevoli – spiegano Cuccello e Pellecchia – sia alla nazionalizzazione sia alla revisione delle regole del trasporto aereo per stabilire parità di condizioni fra i vettori a livello nazionale e europeo, revisione che chiedevamo da tempo, siamo contrari alla riduzione del perimetro della newco: non può essere presa a riferimento la situazione attuale, che è dovuta a un’emergenza sanitaria straordinaria sotto tutti i punti di vista. Secondo noi, con gli ammortizzatori disponibili, possono essere tutelati tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori della compagnia aerea i quali, se fossero espulsi dal perimetro aziendale, perderebbero i brevetti necessari a lavorare. Si può invece approfittare di questo periodo per agire sul modello organizzativo dell’azienda, sul suo parco aeromobili, sul modello commerciale, sul sistema di vendita e così via, visto che il fallimento di Alitalia, come riconosciuto da tutti, non è dovuto né al costo del lavoro né alla sua qualità”.

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