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P.A. Cisl: "Qualsiasi decisione su utilizzo lavoro agile dovrà essere ricondotta alla materia contrattuale"

Roma, 23 aprile- “L’eccezionalità del momento che vede i servizi pubblici alle prese con uno sforzo notevole per la tenuta della coesione del paese impone nuove risorse e strumenti a sostegno del sistema, utili ad  affrontare la cosiddetta “Fase 2” per la quale si rende necessario un confronto approfondito con il Governo”. Lo hanno detto i Segretari confederali della Cisl Ignazio Ganga ed Angelo Colombini in occasione del vertice odierno convocato in videoconferenza dal Ministro Fabiana Dadone. “In tal senso lo smart working potrà diventare una modalità ordinaria di lavoro nel sistema dei servizi pubblici prevedendone un aumento percentuale del suo utilizzo, pressoché minimo fino alla sua forzata introduzione dovuta all’emergenza sanitaria in corso, ma dovranno essere rafforzate le norme che attualmente lo regolano per consentire ai lavoratori coinvolti di poter fruire di tutte le tutele correlate in via ordinaria all’orario di lavoro finora tradizionalmente inteso. Questa modalità, inoltre, potrà essere la migliore risposta per moltissimi dipendenti che fino ad oggi hanno incontrato notevoli difficoltà nella conciliazione “vita-lavoro”, ma necessiterà di ovvi ed approfonditi momenti di riflessione congiunta, anche in tema di formazione e diritto alla discontinuità. È stato ribadito, quindi, che qualsiasi decisione in ordine all’utilizzo del lavoro agile dovrà essere ricondotta alla materia contrattuale.  In tal senso, secondo la CISL, andranno colmati gli attuali vuoti normativi rispetto al sistema delle relazioni sindacali, oggi limitate alla sola informazione, e recuperate tutte quelle forme di confronto e partecipazione delle rappresentanze dei lavoratori oggi non previste, evitando che tale istituto possa essere svolto con difformità applicative e disparità di trattamenti fra i dipendenti pubblici”.

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