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Def. Ganga: "Entra poco nel merito delle questione meridionali"

25 aprile 2020 - “Per il Mezzogiorno del “dopo covid-19” si pone il problema di come i temi del recente Piano Sud potranno trovare il modo di essere attuati”. E’ quanto sottolinea il Segretario Confederale della Cisl , Ignazio Ganga, responsabile delle politiche per il mezzogiorno. “In tal senso avremmo preferito che il Def, emanato ieri dal Governo, entrasse maggiormente nel merito delle questioni meridionali soprattutto in considerazione che la crisi innescata dall’epidemia sta generando sul sistema produttivo del Mezzogiorno un impatto superiore rispetto alle altre realtà. Mai come oggi la ripartenza del Paese presuppone che i temi di maggior affanno dell’Area meridionale come l’occupazione, l’inclusione, gli investimenti, i giovani, l’irrobustimento del tessuto produttivo, trovino adeguato spazio nell’attuale programma per la ripartenza prevedendo fin da subito una forte accelerazione delle misure ad esse collegate. E’ chiaro che ciò dovrà essere approfondito con il confronto nei prossimi giorni.

La stessa Svimez, di recente, ha calcolato che la crisi da Covid19 determinerà nell’area meridionale/insulare un impatto sul valore aggiunto e sull’occupazione superiore ad altre parti, compensati solo parzialmente dalle misure messe in atto dagli ultimi decreti. Considerata la congiuntura su esposta è naturale che le azioni da rafforzare con celerità debbano essere quelle a favore delle fasce più fragili, irrobustendo il sostegno al reddito e tutte le misure di mantenimento del posto di lavoro e attuando una forte strategia capace di far ripartire in sicurezza per i lavoratori la produzione, in particolare quella industriale e quella delle filiere a maggior vocazione locale. Specifica attenzione, inoltre, dovrà essere posta al tema delle cosiddette “infrastrutture sociali”, rafforzando le misure a sostegno della sanità e dell’istruzione.

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