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Sanità. Ganga: "Mettere in campo ulteriori interventi per recuperare i tagli"



Roma, 3 luglio 2020. “Il rapporto annuale Istat, certifica alcuni dati che confermano quanto da tempo denuncia la Cisl, ossia la riduzione dell’offerta ospedaliera italiana rispetto ad altri Paesi europei, che ha comportato il taglio di circa 145.000 posti letto”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Ignazio Ganga. “Anche sul versante del personale sanitario con contratto a tempo indeterminato, l’Istat evidenzia una criticità di 25.808 unità, che secondo la Cisl non solo è sottostimata, ma è un dato destinato a peggiorare ulteriormente, considerata l’età media, particolarmente elevata, dei professionisti sanitari. È necessario, quindi, mettere in campo ulteriori interventi, aggiuntivi a quelli già approvati, per recuperare i tagli operati in questi anni, sia sul versante finanziario, sia su quello del personale, al fine di potenziare e rilanciare il Ssn. La Cisl, inoltre, sollecita le Istituzioni preposte a velocizzare la ripresa dell’erogazione dell’assistenza ordinaria.
Sono ormai 4 mesi che tutte le attività e le prestazioni di routine, nonché la chirurgia di elezione sono quasi completamente bloccate.
L’emergenza Covid, infatti, ha allungato ulteriormente le liste di attesa e bisogna evitare che gli effetti collaterali dell'epidemia, in termini di mancati screening, diagnostica e interventi programmati, possano riverberare in una nuova emergenza sanitaria.
Solo per la chirurgia ammonterebbero, secondo fonti autorevoli, a circa l’80% il numero degli interventi che non sono stati eseguiti nel Paese, a causa della riconversione dei reparti degli ospedali per accogliere i pazienti Covid. Anche sul versante dell’assistenza territoriale (cronici, salute mentale, non autosufficienza), i servizi e le prestazioni, durante questo periodo, hanno registrato dei significativi contenimenti. È necessario, quindi, far ripartire in sicurezza, l’assistenza ordinaria  per i pazienti non Covid sia in ospedale che negli ambulatori territoriali, aggiornando le liste di attesa, a partire dagli screening, dalla diagnostica e dagli interventi programmati.  A tal fine è necessario mettere in campo risorse finanziarie aggiuntive a quelle già programmate e dotare i servizi del personale stabile necessario. Trattasi di temi che per la loro delicatezza e complessità, necessitano di un confronto con le Organizzazioni sindacali, mirato a ricostruire una sanità pubblica adeguata a far fronte alle emergenze sanitarie e a garantire il diritto della tutela della salute a tutti i cittadini in tutto il territorio nazionale”.

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