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Famiglia. Cisl: "Bene introduzione unico assegno familiare, ma ora confronto con parti sociali"

Roma, 7 luglio 2020 - “Abbiamo sostenuto da tempo la necessità d’introdurre un sistema economico di sostegno per i figli che sia più equo e semplice di quello attualmente vigente, che si basa su una miriade di misure stratificatesi nel tempo e scarsamente organiche tra loro”. Lo dichiarano in una nota i Segretari confederali della Cisl, Andrea Cuccello ed Ignazio Ganga. “Vediamo dunque senz’altro favorevolmente l’introduzione di un unico assegno universale a favore dei figli che peraltro la Cisl ha più volte richiesto nell’ultimo quindicennio e che oggi è previsto nel Family act e nella proposta di legge delega attualmente in discussione in parlamento. Siamo anche consci che tale strumento non possa prescindere da una più completa riforma fiscale, in particolare dell’Irpef, per la necessità di commisurare adeguatamente le risorse necessarie e i relativi benefici per le famiglie destinatarie. Ci teniamo tuttavia a rimarcare che la principale misura oggi destinata a sostegno dei figli nelle famiglie dove vi è una prevalenza di reddito da lavoro dipendente, l’assegno al nucleo familiare, non è un mero vantaggio a favore dei lavoratori dipendenti ma viene regolarmente finanziata attraverso appositi contributi. Riteniamo dunque fondamentale che nel passaggio ad uno schema universalistico il finanziamento della misura venga adeguatamente ripartito tra tutte le categorie interessate e che l’elaborazione di tale misura nonché le risorse ad essa dedicate siano accuratamente quantificate in modo da generare vantaggi per tutte le famiglie con figli, siano esse composte da lavoratori dipendenti, da lavoratori autonomi o da disoccupati. Data la delicatezza e l’importanza del tema in questione, le difficoltà che potrebbero sorgere a causa della transizione da uno schema consolidato ad uno nuovo, l’ampiezza delle tematiche incluse che coinvolgono sia le politiche sociali che quelle fiscali, riteniamo che l’attuazione di una simile riforma non possa prescindere da un serio confronto con tutte le parti sociali”.

 

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