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Lavoro. Colombini: "Bene Camera su tutela contro violenza e molestie"

Roma 24 settembre 2020- “È doppio il segnale positivo che da ieri è giunto da un ramo del Parlamento, l’aula della Camera, su un tema di così grande rilevanza come le tutele contro la violenza e le molestie nel mondo del lavoro”. Lo dichiara in una nota il Segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, commentando l’approvazione ieri da parte della Camera all'unanimità, con 384 a favore, del ddl per la Ratifica ed esecuzione della Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro n. 190 sull'eliminazione della violenza e delle molestie sul luogo di lavoro.
“L’avvio concreto in Italia del procedimento di ratifica del testo della Convenzione OIL n.190, adottato a Ginevra il 21 giugno 2019 e l’ approvazione espressa all’unanimità (con nessun voto contrario su 384 Sì) giungono a rischiarare quelle tenebre che ogni giorno sembrano addensarsi sempre di più intorno alle diverse forme di violenza che si verificano nel nostro Paese. La specificità del tema, poi, trattato dalla Convenzione, focalizzando l’attenzione sui fenomeni di molestia e violenza perpetuati in ambiente di lavoro, troppo spesso subiti e taciuti per condizionamenti, ricatti, vergogna, nel rafforzare i provvedimenti di tutela - già presenti nel nostro ordinamento – abbatte e supera i confini di categorizzazioni strette, guardando alle persone “in ragione del loro sesso o genere”, riconoscendo l’importanza di una cultura del lavoro basata sul rispetto e sulla dignità dell’essere umano. La tolleranza zero, invocata dalla Convenzione OIL, nei confronti della violenza e delle molestie nei contesti lavorativi – in quella cornice più ampia delle tutele della salute e sicurezza sul lavoro - richiede una responsabilità condivisa che se avviata dal Parlamento con la ratifica, deve trovare nelle parti sociali e nelle istituzioni locali i principali attori della concretizzazione degli interventi di prevenzione e contrasto. In ogni ambiente di lavoro ed a favore di tutte le persone, indipendentemente dallo status contrattuale, fino alla condizione di chi è in ricerca di un lavoro, le tutele previste devono divenire diritti esigibili e garantiti. Per questo la CISL c’è, c’è sempre stata, ci sarà”.

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