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Industria. Sbarra: "Dati Istat incoraggianti, ma ripresa va sostenuta da investimenti o si rischia di vanificarla"

Roma, 9 ottobre 2020- “Segnali incoraggianti quelli di oggi sulla produzione industriale, che descrivono un rimbalzo importante rispetto al mese scorso e all’ultimo trimestre. Numeri che recepiscono, tra l’altro, il senso di responsabilità di milioni di lavoratori che per sostenere la ripresa hanno lavorato ad agosto. La tenace volontà di recupero e quindi la ‘resilienza’ di cui tanto si discute, si fonda, in gran parte, sul ruolo determinante del lavoro, cui deve essere consentito un più ampio spazio di partecipazione alle scelte nazionali e aziendali. Per tradursi in ripresa e crescita, questo recupero tendenziale va supportato da politiche anticicliche adeguate che consolidino l’andamento agendo sui fattori di produttività di sistema e sul lato della domanda aggregata”. Lo afferma in una nota Luigi Sbarra, segretario generale aggiunto Cisl, commentando i dati diffusi oggi dall’Istat sulla produzione industriale. “Per recuperare tutta la strada perduta e riprendere a crescere con maggiore vigore ed equità va messa in campo una strategia di sviluppo qualificata da una politica industriale nuova, capace di difendere e rilanciare i grandi gruppi, e dal completamento delle reti materiali e digitali in grado, specialmente al Sud, di riallineare l’Italia agli standard degli altri grandi Paesi d’Europa. Si tratta poi di promuovere i segmenti innovativi più promettenti e di assicurare la diffusione delle nuove tecnologie anche nelle Pmi. Sullo sfondo resta la sfida più grande: quella di imprimere una forte accelerazione alle politiche del lavoro, sbloccando investimenti capaci di estendere quantità e qualità dell’occupazione, politiche attive, riallineamento delle competenze. C’è un progetto-Paese da costruire insieme, e il modo migliore di farlo è unire le energie, le intelligenze e le competenze, utilizzando tutte le risorse europee e nazionali a disposizione. Il Governo apra subito un cantiere concertato con le Parti sociali, verso un Patto sociale per lo sviluppo che non escluda nessuno”.

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