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Sanità. Furlan: "Non possono essere i cittadini a pagare i ritardi del Governo"

27 novembre  2020 - "Non devono essere le persone più deboli a continuare a pagare con la propria vita, come sta accadendo in queste settimane in Calabria, i ritardi del Governo, le omissioni, gli scandali nella gestione della sanità pubblica". Lo scrive oggi in un intervento sul "Quotidiano del Sud", la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan.
"È inaccettabile la pantomina dei veti sulla nomina di un Commissario competente e con un ampio mandato operativo, la disinvoltura con cui la questione viene rimandata di giorno in giorno, di fronte ad una situazione drammatica della sanità calabrese ", aggiunge la leader Cisl. "Ci vogliono subito attrezzature moderne negli ospedali per assistere le persone, ma soprattutto occorrono medici, specialisti ed infermieri perché i cittadini possano fruire dei livelli essenziali di assistenza nel territorio".
La Furlan aggiunge che " il Covid ha scoperchiato una situazione incresciosa che tutti i cittadini calabresi conoscevano sulla propria pelle. Da una parte i tagli continui e costanti, più di 38 miliardi di euro, che sono stati perpetrati da tutti i Governi negli ultimi vent’anni alla sanità pubblica; dall’altra una gestione a dir poco scandalosa e fallimentare delle risorse, con un debito che in Calabria oggi è superiore al miliardo di euro, l’assenza di bilanci certificati da ben sei anni, una spoliazione continua di stanziamenti in una regione dove la salute non è un diritto ma un favore. Perché lo Stato non ha vigilato su quello che stava accadendo in Calabria? Quali sono le responsabilità della Regione e della classe dirigente ?".
La leader Cisl sottolinea che " i cittadini calabresi meritano queste risposte e non vogliono rassegnarsi all’opacità della gestione della sanità, alle diseguaglianze territoriali evidenti del sistema sanitario calabrese rispetto a quello delle altre regioni italiane. Ecco perché non è tollerabile di fronte a questa situazione, avere ancora tentennamenti nell’utilizzo delle risorse del Mes per rafforzare tutto il sistema sanitario, a partire proprio dalle regioni del Mezzogiorno dove l’emergenza della pandemia ha aggravato la condizione di centinaia di migliaia di persone. Ogni minuto di ritardo è inaccettabile. Lo abbiamo detto con chiarezza al Premier Conte: ricostruire la sanità pubblica ed in particolare quella territoriale, totalmente abbandonata in questi anni,deve essere una delle priorità nell’utilizzo delle risorse europee del Next Generation Eu". 

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