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Istruzione. Colombini: "Se non investiamo risorse assumendo personale e valorizzandone la professionalità non riusciremo a migliorare le performance delle nostre università"

10 dicembre 2020 - “La ripresa passa dalle competenze del capitalo umano: investire nell’Università vuol dire investire sul futuro”. Lo dichiara il Segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini, intervenuto oggi all’ Assemblea Nazionale Unitaria: “UNIVERSITÀ TRADITA SVENDUTO IL CAPITALE UMANO”, organizzata da FLC CGIL, FSUR-CISL Università, UIL SCUOLA RUA SNALS FGU-GILDA. “L’Italia ha appena il 19,6% di popolazione tra i 25 e 64 anni con un titolo di istruzione terziaria- continua Colombini- e se consideriamo la fascia di età 30-34 la percentuale sale al 27,8% e pone l’Italia al penultimo posto prima della Romania in Europa per percentuale di laureati e lontanissima dall’obiettivo Europa 2020 del 40%. Sono dati consolidati che purtroppo negli anni non vedono un’accelerazione verso l’alto per la mancanza di politiche strategiche che investano risorse adeguate in un settore indispensabile per la formazione del capitale umano e per la crescita, lo sviluppo e l’innovazione del nostro Paese. Parlare di competenze è ormai di moda ma se non investiamo risorse e non garantiamo la qualità del servizio di istruzione assumendo personale e valorizzandone la professionalità non riusciremo a migliorare  le performance delle nostre università, soprattutto quelle più piccole. Il sistema universitario nonostante l’autonomia fa parte del comparto pubblico per cui è soggetto alle norme che negli anni hanno visto ridurre costantemente le risorse a lui destinate e bloccare le assunzioni per esigenze di finanza pubblica con una visione miope della politica che ha scaricato sul futuro delle prossime generazioni il pesante debito pubblico del nostro paese. Il settore pubblico ed in particolare Scuola, Università e Ricerca non può essere considerato un costo improduttivo da tagliare ma un investimento che genera ricchezza di conoscenze, competenze, abilità, talenti che sono indispensabili per la ripresa e la resilienza, soprattutto in questo momento di grave crisi pandemica che sta mettendo a dura prova il sistema sanitario, economico e sociale. Ma non possiamo aspettare una crisi sanitaria per accorgerci che siamo tra i paesi che in Europa hanno il più basso finanziamento in Istruzione e Ricerca e non possiamo pensare di risolvere tutti i nostri problemi solo con le risorse europee. Lo Stato deve investire prima di tutto risorse nazionali con una visione strategica, che nella legge di bilancio in discussione in Parlamento, manca totalmente”. “Solo investendo sulle competenze del capitale umano- conclude Colombini- possiamo sperare di intercettare e saper utilizzare al meglio nel prossimo settennio 2021-2027 le ingenti risorse provenienti dall’Europa per fare prima di tutto del nostro sistema universitario un’eccellenza nel mondo, raggiungere il target del 40% di popolazione con alti livelli di istruzione, attirare giovani talenti nel sistema di istruzione e ricerca che  non siano condannati al precariato a vita e garantire con un adeguamento e valorizzazione dell’organico di personale docente, tecnico, amministrativo, ausiliario la qualità dell’offerta di servizi”.

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