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Stellantis. Furlan: "Una opportunità di crescita per il Paese ma ora serve partecipazione dei lavoratori"

 
 
9 gennaio 2021 - “La nascita di Stellantis attraverso la fusione tra Fca ed il gruppo Psa è indubbiamente una svolta positiva per l'economia europea e per il nostro sistema industriale. È evidente che questa alleanza rappresenta una opportunità di crescita importante per il nostro Paese che si deve tradurre in più investimenti, innovazione, ricerca, formazione, rilancio dell'occupazione”. È quanto sottolinea oggi la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un intervento su “Il Messaggero”. “Farsi “costruttori” del Paese, come ci ha indicato il nostro Presidente della Repubblica, significa soprattutto sostenere gli investimenti delle aziende, lavorare tutti insieme per creare condizioni di lavoro per i giovani e di sviluppo del territorio. Stellantis deve servire a questo: non solo a distribuire utili e dividendi ai vari azionisti. Occorre una visione più ampia, sostenuta da scelte strategiche chiare e condivise con il sindacato, anchea livello globale”. La Furlan aggiunge che
“purtroppo, va sottolineata la mancanza di protagonismo finora da parte del Governo italiano. Non è sufficiente solo complimentarsi per le operazioni finanziarie. Il compito di un Governo è anche quello di saper fare “sistema”, di favorire ed indirizzare i processi di investimento, garantire le infrastrutture materiali ed immateriali, coinvolgere imprese e sindacati in un nuovo modello di sviluppo per sostenere la competitività delle nostre aziende, l’innovazione, la tutela delle produzioni di eccellenza e dei posti di lavoro, la formazione delle nuove competenze digitali, la qualità del sistema manifatturiero. Nulla di questo avviene in maniera strutturale da tempo in Italia. In tal senso il Recovery Fund può essere una opportunità importante, se si uscirà nei prossimi giorni dalla diatribe politiche e si aprirà, come noi auspichiamo, un vero confronto sul piano del Governo e sulle priorità che anche la Cisl ha indicato con chiarezza al Paese”. La leader dellaCisl rilancia anche il tema della partecipazione dei lavoratori. “Non è rivendicando la presenza dello Stato nel capitale delle aziende che si può tutelare l’occupazione. Va detto che, purtroppo, Fca non ha mantenuto la promessa di far indicare anche ai lavoratori italiani un membro nella “governance” della nuova azienda. È stato un errore, una occasione perduta per modernizzare il nostro modello capitalistico. Speriamo che si possa rimediare a questa lacuna con un accordo nei prossimi mesi. La partecipazione é la strada per alzare la produttività, la qualità dei prodotti ed i salari, controllare le scelte del management, accantonando l’antagonismo sterile, per un nuovo incontro tra capitale e lavoro, come ci indica anche la nuova enciclica di Papa Francesco”.


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