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Governo. Furlan: "Bene volontà Draghi di incontrare le parti sociali. Un rapporto di confronto di tipo concertativo è quello di cui ha bisogno il Paese"

furlan skytg245 febbraio 2021 - “Ho molto apprezzato che il Presidente incaricato Draghi abbia affermato di voler incontrare le parti sociali. Questo ci fa ben sperare di poter realizzare un rapporto di confronto di tipo concertativo ed è quello di cui ha bisogno il Paese”. Così la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan intervistata a Sky tG 24.

“Il nostro paese attraverso il confronto e la concertazione tra governo e parti sociali ha saputo affrontare al meglio condizioni particolari e preoccupanti, abbiamo fatto accordi importanti di questo genere con l’allora Presidente Ciampi, le abbiamo fatte con Prodi”. Insomma per la leader della Cisl la concertazione “deve essere proprio il metodo con cui affrontare le grandi sfide. Ma anche le grandi preoccupazioni che abbiamo. Il piano pandemico da portare avanti, i dati della pandemia sono ancora preoccupanti; il tema dell’occupazione, i dati Istat, in modo particolare per giovani e donne, sono disastrosi. Abbiamo anche una grande opportunità di utilizzo delle risorse europee che non vanno assolutamente sprecate. Credo che il fattore tempo non sia indifferente- ha quindi osservato – stiamo accumulando ritardi importanti e anche nel definire opportunità importantissime. Quindi spero che da subito si inizi a lavorare insieme e seriamente a partire dalla proroga del blocco dei licenziamenti e della riconferma della cassa covid. Credo che sarà necessario andare avanti con gli aiuti perché gli ammortizzatori sociali non sono stati riformati e le poitiche attive del lavoro non sono ancora partite. Quindi non continuare ad utilizzare la possibilità della cassa covid ed il conseguente blocco dei licenziamenti da un giorno all’altro può significare un disastro”.
“Spero - ha poi proseguito la leader della Cisl - che la prima cosa da mettere in campo sia un progetto serio di crescita e sviluppo del nostro Paese. Sento spesso accostare il Recovey plan con il piano Marshall e ricordo che l’Italia allora ha avuto la forza di individuare quali erano gli investimenti da fare. Non è stata neanche allora una scelta facile ma è stata fatta, per cui se produrre acciaio allora era indispensabile la siderurgia prevedeva investimenti importanti. In un paese del tutto privo di infrastrutture adeguate si è investito sulle infrastrutture. Credo quindi che si debba fare la stessa cosa. Individuare nel mercato globale gli assetti economici globali e quali sono le nostre eccellenze produttive e su questo investire moltissimo. Sapendo anche che nei momenti di riconversione , come ad esempio la riconversione energetica, i settori nel cambiamento vanno accompagnati. Le imprese vanno accompagnate e i lavoratori anche. L’unico modo di gestire un presente complicato con ambizione di guardare al futuro”.

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