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Lavoro. Sbarra: "Prorogare le tutele perché il quadro drammatico non si trasformi in disastro, ma avviare insieme piano straordinario di politiche attive e investimenti Recovery plan"

Roma, 12 marzo 21 - “I dati pubblicati oggi dall’Istat ci danno il quadro completo di quanto accaduto nel mercato del lavoro nel 2020 ed è un quadro fortemente critico: 456mila persone hanno perso il lavoro, di cui 249mila sono donne e 264mila sono giovani. A ciò si aggiunge la forte crescita degli inattivi, di coloro , cioè, che smettono di cercare lavoro a fronte di una situazione così difficile. E tutto ciò è avvenuto in concomitanza con il divieto di licenziamenti e con la possibilità di accedere alla cassa integrazione covid senza vincoli e senza costi per le aziende, misure senza le quali l’impatto sarebbe stato ancora più drammatico”. Lo dichiara in una nota il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, commentando i dati ISTAT di oggi.

“Tali misure vanno quindi necessariamente prorogate senza selettività, ora che i contagi sono in veloce risalita e che si rendono necessarie nuove restrizioni- continua Sbarra- ed in particolare nuove limitazioni alle attività produttive. Vanno anche messi in campo le indennità per i lavoratori stagionali, intermittenti, autonomi, gli incentivi per i contratti di solidarietà, il potenziamento della Naspi, il superamento dei vincoli per le assunzioni a termine. E contemporaneamente va avviato un piano straordinario di politiche attive che faccia perno sui due strumenti oggi in campo: il Fondo nuove competenze, da potenziare per rafforzare le skill all’interno delle aziende e l’Assegno di ricollocazione che va generalizzato come opportunità per riqualificare e rimettere in gioco chi ha perso il lavoro o rischia di perderlo. Ciò è fondamentale perché alcune attività economiche sono state colpite in modo strutturale dall’emergenza covid”. “Non si dica che il sindacato blocca l’economia e chiede assistenzialismo- conclude Sbarra- chiediamo di procrastinare i licenziamenti ed il sostegno al reddito per evitare che un quadro drammatico si trasformi in disastro, ma insieme servono le politiche attive e gli investimenti del Recovery Plan”.

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