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Lavoro. Sbarra: "Avviare subito dopo Pasqua confronto vero con Premier Draghi"

Roma, 3 aprile 2021 - “La Cisl si augura davvero che subito dopo Pasqua si avvìi una fase di confronto vero a Palazzo Chigi con il Premier Draghi ed il Governo, con lo stesso spirito che ci ha portato qualche settimana fa alla firma del patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”. È questo l’auspicio espresso dal Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, in una lunga intervista a “Il Mattino”. “Il Recovery Plan può e deve diventare davvero una opportunità straordinaria di ricostruzione e di rilancio del paese”. Ha ribadito Sbarra, sottolineando come sia “giusto realizzare i progetti già partiti, ma dobbiamo fissare e condividere insieme i nuovi investimenti, obiettivi da raggiungere e soprattutto verificare l’attuazione della programmazione, i tempi, le ricadute economiche, sociali ed occupazionali, le garanzie di trasparenza, legalità e sicurezza dei lavoratori. Abbiamo bisogno di una rinnovata fase di concertazione come ci indica la stessa Unione Europea. Ciascuno deve dare responsabilmente il proprio contributo. Da soli non si va da nessuna parte”. Il leader della Cisl, ritornando a commentare il patto sulla P.A., ha ricordato come “il sindacato, la Cisl in particolare, hanno sempre indicato la strada delle buone relazioni sindacali, impegnando le leve della contrattazione nazionale ed aziendale, della partecipazione per riformare la Pubblica Amministrazione. I processi calati dall’alto non hanno mai avuto successo perchè bisogna sempre ricercare a monte il consenso, in primo luogo dei lavoratori. Noi siamo pronti. Ci fa piacere che il Ministro Brunetta abbia accettato la sfida di cambiare insieme il lavoro pubblico nel segno della valorizzazione dei lavoratori, del rinnovo dei contratti, dell’innovazione, della coesione sociale, della digitalizzazione, delle nuove assunzioni, della formazione continua, della crescita delle nuove competenze. Questa è la strada giusta, alzare scienza e qualità della macchina pubblica significa migliorare i servizi verso i cittadini, le famiglie e le imprese ed anche gestire ed attuare in modo produttivo le ingenti risorse che arrivano dall’Europa”.  E sul Sud Sbarra ha ribadito che “puntare alla crescita ed allo sviluppo, alla modernizzazione ed al lavoro del nostro Mezzogiorno sia una sfida ed una opportunità che deve vedere unito tutto il paese, come ha fatto la Germania negli ultimi trent’anni investendo quasi 2000 miliardi di euro per la coesione sociale ed economica tra Est ed Ovest. Mario Draghi con la sua autorevolezza può fare quello che fece con successo il premier Kohl in Germania: un grande patto sociale per unire il nostro paese. Ma occorre coerenza e soprattutto scelte di campo forti, come può essere una fiscalità agevolata e strutturale per le imprese che investono nel Sud, decontribuzioni forti per le assunzioni di giovani e donne, un grande piano di modernizzazione delle infrastrutture materiali ed immateriali, investimenti nella sanità pubblica, nella banda larga, nella scuola, nella ricerca, nell’università ed anche una nuova politica industriale capace di salvaguardare e difendere produzioni e posti di lavori, coniugando sviluppo e tutela dell’ambiente”. Sbarra è anche tornato a parlare di diritti sociali e sanitari, ricordando che “la Cisl fin dalla riforma del titolo V ha sostenuto la necessità di intervenire per correggere un modello istituzionale che non può prescindere dai livelli essenziali di assistenza sociale e sanitaria uguali per tutto il territorio nazionale. Un bambino nato a Reggio Calabria deve avere le stesse opportunità di uno nato ad Aosta. Anche quando si è parlato di autonomia differenziata abbiamo sempre rilanciato l’obiettivo dei Lep, che per noi rimangono una priorità”. Altro tema affrontato dal Segretario generale della Cisl è stato il lavoro femminile: “è una condizione drammatica- ha detto Sbarra- che la pandemia ha ulteriormente aggravato. Dei quasi 500 mila posti di lavoro persi nel 2020 con contratti a tempo determinato e somministrati la stragrande maggioranza erano giovani, donne e nel Mezzogiorno in particolare. Bisogna mettere al centro degli obiettivi del Recovery Plan un grande piano nazionale per l’occupazione, puntando al lavoro stabile e di qualità delle donne e dei giovani, con una politica fiscale e contributiva che favorisca la stabilizzazione dei tanti precari e le nuove assunzioni, accompagnati a nuovi meccanismi di apprendistato. E poi bisogna intervenire sui servizi sociali, evitando che le donne lascino il lavoro dopo il primo figlio”. Sbarra ha ricordato quanto sia importante “l’attivazione di forti investimenti, la localizzazione e l’attrazione di nuove imprese capaci di generare assunzioni di disoccupati: un processo a cui il sindacato non può sottrarsi, come facemmo con successo già negli anni novanta negli accordi per il porto di Gioia Tauro o della Fiat di Melfi”. “Bisogna ripartire da quella stagione virtuosa di patti concertativi tra istituzioni e parti sociali- ha precisato- in cui ciascuno fa la propria parte per dare una svolta allo sviluppo, alla crescita economica e sociale nella trasparenza e legalità. Abbiamo davanti a noi formidabili ed irripetibili opportunità e risorse mai conosciute: Recovery, Fondo Sviluppo e Coesione, nuova programmazione dei fondi strutturali 2021/2027. Una massa finanziaria da impegnare con una buona programmazione e progettualità, concentrando e concertando gli interventi, controllando attuazione e capacità di spesa. La Cisl è pronta a questa nuova stagione di grandi accordi mettendo al centro responsabilità, innovazione, partecipazione”. E sul blocco dei licenziamenti Sbarra ha ribadito come sia “stato un segnale importante ma certamente non basta. Ci sono centinaia di vertenze aperte al Mise, alcune delle quali riguardano aziende importanti del Sud a partire dalla Whirhpool, Ilva, Blutec, ecc... Bisogna affrontare seriamente i problemi industriali, mettendo in campo soluzioni innovative e stabili sul piano produttivo ed occupazionale. Anche su questo punto lanciamo un appello al Premier Draghi. E poi bisogna chiudere l’aggiornamento dei protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ed il nuovo accordo per il piano di vaccinazione nelle aziende”. “Le parti sociali- ha concluso- possono dare un contributo fondamentale ed importante per sconfiggere la pandemia”.

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