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Lavoro. Sbarra: "Crisi grave dal Nord al Sud. Prolungare blocco licenziamenti fino a fine emergenza sanitaria. Ma aprire anche confronto con Draghi su lavoro, Recovery plan, investimenti

Roma, 7 aprile 2021 - “Comprendiamo la rabbia di tante categorie del lavoro autonomo che stanno soffrendo e hanno protestato ieri in tante città a causa delle conseguenze della pandemia sulle loro attività. Il Governo deve accelerare con le vaccinazioni in tutta Italia ma nello stesso tempo bisogna sostenere tutti i settori produttivi colpiti duramente dai blocchi e dalle chiusure forzate. Ma i problemi non si affrontano aggredendo le forze di polizia o bloccando le strade. Oggi abbiamo ancor più bisogno di coesione sociale, di una nuova fase di concertazione e di accordi tra Governo e parti sociali, come abbiamo fatto ieri sera aggiornando i protocolli sulla sicurezza e con un nuovo accordo per Ie vaccinazioni in tutti i luoghi di lavoro. Occorre un grande senso responsabilità da parte di tutto il mondo di lavoro perchè solo restando uniti supereremo questa difficile fase che sta vivendo il nostro Paese”. Lo ha detto il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra, concludendo oggi il Consiglio Generale della Cisl Piemonte.

“Nessuno può dirsi indenne oggi dalla grave fase di recessione provocata dalla pandemia. Ieri l’Istat ha certificato che abbiamo perso quasi un milione di posti di lavoro in un anno, un fatto disastroso sul piano sociale ed economico. E ciò che rende la situazione ancora più drammatica è che la gran parte di chi ha perso il lavoro è finito tra gli inattivi, anziché mettersi a cercare una nuova occupazione. È una situazione grave che non ha risparmiato nessuna area del paese, dal Piemonte alla Sicilia, dal nord al sud, colpendo soprattutto le fasce più deboli come le donne ed i giovani. Ecco perchè rinnoveremo la richiesta al Governo Draghi di prorogare il blocco dei licenziamenti per tutti i datori di lavoro oltre la data del 30 giugno, superando le distinzioni previste dal Decreto Sostegni, prolungando in parallelo, la cassa integrazione covid ed estendendo le indennità covid a tutte le categorie escluse. Non è possibile, a fronte di tale scenario, pensare di lasciare le persone senza una rete di sicurezza almeno fino a quando sarà terminata la campagna vaccinale e l’emergenza sanitaria. Ma nello stesso tempo serve un piano straordinario sulla formazione per aiutare le imprese a consolidare e rinnovare le professionalità interne, mentre dall’altra bisogna assicurare l’assegno di ricollocazione ai lavoratori dal primo giorno di disoccupazione, allungando la durata della Naspi per i lavoratori che rischiano di perdere il lavoro nel corso del 2021. Sono misure urgenti da mettere in campo immediatamente. Bisogna aprire a Palazzo Chigi un confronto vero sull’utilizzo efficace dei fondi del Recovery Plan, sapendo che le tutele dai licenziamenti, i sostegni al reddito, la formazione ed il rilancio degli investimenti pubblici e privati sono le quattro priorità che devono camminare insieme”.

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