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Terziario. Auchan, si chiude al Ministero del lavoro la procedura di mobilita’ avviata dalla multinazionale francese per 1.426 addetti

Roma, 7 luglio 2015 - Arriva in zona cesarini la soluzione alla complicata vertenza che ha coinvolto i dipendenti di Auchan Italia. Dopo l'esito negativo in sede sindacale - con la sottoscrizione di un verbale di mancato accordo tra le associazioni datoriali Fisascat Cisl, Filcams Cgil, Uiltucs e la direzione aziendale - si conclude infatti al ministero del Lavoro con le intese sull'incentivo all'esodo volontario la procedura di mobilità avviata dalla multinazionale francese della grande distribuzione inizialmente per 1.426 esuberi strutturali in 32 ipermercati dei 49 complessivi della rete vendita, numero ridotto a 1.345 unità per effetto della rimodulazione organizzativa dell'ipermercato lombardo di Cesano Boscone.
Già 1.220 lavoratori del gruppo transalpino hanno formalmente dichiarato la disponibilità alla non opposizione al licenziamento ed alla collocazione in mobilità a fronte di un incentivo corrispondente a circa 20 mensilità; è affidato al confronto territoriale il compito di gestione e monitoraggio delle intese nonché finalizzato ad individuare ulteriori misure utili alla gestione degli esuberi.
"La crisi strutturale di Auchan - ha dichiarato il segretario nazionale della Fisascat Ferruccio Fiorot - è ascrivibile non solo alle difficoltà di mercato, ma soprattutto all'insuccesso delle politiche commerciali che in questa fase hanno pesato sulle possibilità di sviluppo del Gruppo con inevitabili e pesanti ripercussioni sull'occupazione, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia".
"L'incentivo all'esodo rappresenta purtroppo la soluzione in extremis in una vertenza che purtroppo si chiude con la perdita di posti di lavoro - ha aggiunto il segretario generale della categoria Pierangelo Raineri - Il nostro auspicio è che la multinazionale francese si riassesti sul mercato e possa offrire nuove prospettive di sviluppo e di rilancio commerciale nell'interesse dei lavoratori rimasti in azienda".
"Non rimane che concentrarsi sulla costruzione del nuovo integrativo aziendale - ha concluso Raineri - la Fisascat è in prima linea per ripristinare diritti e tutele e per il sostegno al rilancio di un gruppo che non può però immaginare di fronteggiare le reiterate perdite di esercizio esclusivamente con la riduzione del costo del lavoro".

Ufficio Stampa Fisascat Cisl Nazionale

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