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Edili. Assemblee FenealUil Filca-Cisl Fillea-Cgil per modificare l'Ape agevolata

Roma, 15 novembre 2016. Al via la campagna di FenealUil Filca-Cisl Fillea-Cgil per ridurre i limiti per l'Ape agevolata. Pur sottolineando il giudizio positivo sul contenuto del verbale Governo - Sindacati sulle pensioni ed i diversi avanzamenti di merito, gli edili di Cgil Cisl Uil tornano a chiedere di modificare, nel dibattito sull’approvazione della Legge di Stabilità, le condizioni di accesso all’Ape agevolata. “Così come proposte – osservano FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil - risultano essere estremamente eccessive per tutti quei lavori caratterizzati da discontinuità strutturale, con evidenti effetti sulla carriera previdenziale”. Per sostenere questa richiesta è stata lanciata una “campagna diffusa di assemblee unitarie, sui posti di lavoro e territoriali, per illustrare i punti dell’intesa e le proposte degli edili" e chiedere a Deputati e Senatori di tradurre in un diritto concreto la possibilità per gli operai edili over 63 di poter andare in pensione dopo anni e anni passati sulle impalcature e nei cantieri. “È fondamentale che dopo aver riconosciuto finalmente che i lavori non sono tutti uguali, il Governo traduca questa affermazione in soluzioni reali” spiegano i segretari generali Panzarella, Turri, Genovesi. “Perché ciò avvenga occorre modificare i requisiti per l’Ape agevolata, perché con gli attuali paletti gli edili sarebbero esclusi. Occorre che il criterio dei 36 anni di contribuzione minima sia ridotto il più possibile: raramente, infatti, un operaio edile raggiunge i 36 anni di contributi prima della soglia per la pensione di vecchiaia. Ai fini degli anni validi per l’accesso all’Ape agevolata deve valere qualsivoglia integrazione al reddito riconosciuta nel passato (disoccupazione ordinaria e ridotta, speciale edile, mobilità, ecc.), sulla falsariga del riconoscimento dell’indennità speciale edile ai fini dell’anzianità” proseguono i sindacati, che chiedono l’eliminazione di “ogni riferimento ai 6 anni di contributi intesi come continuativi. Solo così – concludono Panzarella, Turri, Genovesi - sarà possibile dare risposte ai tanti lavoratori edili che continuano a stare sulle impalcature in età avanzata.”

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