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Edili. Sindacati: "Senza pressing su Governo e su Enti appaltanti debitori, Tecnis rischia di cessare l’attività"

Roma, 3 aprile 2017.  “La notizia del pagamento della mensilità arretrata del febbraio scorso è sicuramente positiva, mancano ancora quelle di gennaio e febbraio del 2016 e i lavoratori non possono più aspettare".  E' quanto dichiarano FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, al termine del vertice al Mise con i funzionari del ministero e Luca Egidi, il manager che a partire da domani guiderà l’azienda al termine del periodo di commissariamento. "Adesso – aggiungono i sindacati – è il momento di lasciarsi alle spalle le vicessitudini della Tecnis, culminate nel lungo commissariamento seguito al sequestro per infiltrazioni mafiose, e di concentrarsi sul rilancio dell’azienda, sulle sue prospettive. Siamo soddisfatti per il lavoro svolto dal commissario Ruperto e per l’intervento del dott. Egidi su politica e istituzioni, per far sì che si sblocchi la situazione insostenibile con tutte le stazioni appaltanti, che in questi anni hanno accumulato un debito nei confronti della Tecnis di oltre 40 milioni di euro. Non è davvero possibile – accusano Feneal, Filca, Fillea - che l’azienda vanti queste cifre astronomiche e poi non abbia liquidità per onorare tutti i suoi debiti con i lavoratori e i fornitori. C’è un problema sociale che il governo ha il dovere di affrontare e risolvere, anche per evitare che si fermino i tanti cantieri aperti, nei quali sono in realizzazione snodi infrastrutturali importanti per le comunità interessate. Occorre più attenzione verso il settore”, hanno concluso i sindacati. Tra gli enti debitori ci sono l’Autorità Portuale di Genova, con 11 milioni di euro, il Comune di Roma per il cantiere dell’adeguamento di un tratto di via Tiburtina, per una somma di circa 20 milioni di euro, Rfi-Comune di Palermo. Nel corso del vertice un gruppo di lavoratori ha manifestato davanti al Mise, mentre resta lo stato di mobilitazione nei cantieri Tecnis di tutta Italia, in attesa del prossimo incontro che si terrà mercoledì 26. “Apprezziamo -concludono- l’impegno annunciato dal dottor Egidi ed il suo pragmatismo, gli auguriamo buon lavoro ma restiamo dell’avviso che senza un pressing sul governo, e quindi senza un’azione sugli Enti appaltanti debitori, la Tecnis rischia seriamente di cessare l’attività, con buona pace di chi si è sempre professato ottimista e con il dramma sociale di quasi 500 licenziamenti”.

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