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Scuola. Gissi (Cisl Scuola): "Sentenza CdS disorienta lavoratori"

Roma, 23 dicembre 2017. La sentenza del Consiglio di Stato n. 11/2017 non può certo lasciare soddisfatto chi, come la Cisl Scuola, ha sostenuto numerose azioni di ricorso amministrativo tendenti ad affermare il diritto dei diplomati magistrali ad accedere alle GAE, fornendo agli interessati il necessario supporto legislativo, ma soprattutto impegnandosi perché su un tema delicato e complesso come il reclutamento del personale docente si assumessero giuste e opportune scelte politiche. Lo abbiamo fatto rivendicando sempre una gestione del reclutamento che riconoscesse giusto valore anche all’esperienza acquisita in anni di lavoro precario, o battendoci, da ultimo nel percorso di discussione e approvazione della legge 107 e dei suoi provvedimenti delegati, per ottenere una generale stabilizzazione del lavoro, chiedendo con forza che si assumessero a tempo indeterminato i tanti precari da anni in servizio, a prescindere dalla loro collocazione in graduatoria. Questo versante rimane ora più che mai quello su cui proseguire con determinazione ancora maggiore, sapendo che le soluzioni politiche non si improvvisano e che occorre sempre una grande capacità, su temi di questa natura, di comporre interessi e controinteressi, entrambi inevitabilmente presenti; ma sapendo anche quanto sia per sua natura esposta a esiti incerti e mai facilmente prevedibili la tutela per via giudiziaria, extrema ratio del sindacato quando le soluzioni politiche non si riescono a trovare, per miopia o mancanza di volontà di chi avrebbe il potere e il dovere di provvedervi. Di questa sentenza colpisce il vero e proprio rovesciamento che si registra rispetto a precedenti pronunciamenti, anche dello stesso Consiglio di Stato; a fare le spese di questo andamento ondivago di una giustizia amministrativa, che prima riconosce e poi disconosce diritti, rischiano di essere migliaia di persone per le quali la Cisl Scuola proseguirà nella ricerca di una soluzione politica che saldi la tutela dei lavoratori e le esigenze di continuità didattica. Lo faremo già nel prossimo incontro al MIUR chiesto e ottenuto per il 4 gennaio, con la presenza del sottosegretario De Filippo, continuando nel frattempo ad assicurare il necessario sostegno anche in sede legale. I nostri consulenti sono già impegnati a individuare quali ulteriori azioni sia possibile e utile intraprendere, valutando opportunamente tempi e modi con cui il contenzioso potrà essere trasferito in altre sedi. Il giusto risentimento e la preoccupazione di tante lavoratrici e lavoratori per le conseguenze cui la sentenza li espone non diventeranno mai, per noi, un disagio da cavalcare più o meno strumentalmente, restando invece un problema da affrontare con la serietà, l’intelligenza e la competenza necessarie. Sarà ancora una volta questo il nostro modo di stare in campo a difendere i diritti del personale che ci affida la sua rappresentanza e la sua tutela.

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