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Ilva Genova. Fim Cisl: "Bene revisione accordo di programma, no a esuberi strutturali"

17 gennaio 2018. I rappresentanti nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Cgil, Cisl e Uil,   hanno incontrato questa mattina il Ministro Carlo Calenda, il Sottosegretario Teresa Bellanova, il presidente della Regione Giovanni Toti, il Sindaco di Genova Marco Bucci. Ne da notizia il Segretario generale della Fim Cisl Liguria, Luigi Alessandro Vella. L’incontro odierno ha avuto come oggetto la verifica dell’accordo di Programma sul sito di Genova. Accordo stipulato tra: Governo,  Regione, Comune, organizzazioni sindacali e Ilva, nel 1999  e integrato successivamente nel 2015. L’accordo prevede in sintesi la chiusura dell’area a caldo, avvenuta nel 2005, la bonifica e riqualificazione delle aree e la salvaguardia occupazionale dei lavoratori  (all’epoca  circa 2200 oggi circa 1500 e la concessione demaniale all’Ilva dell’intera area per 65 anni.
ArcelorMittal ha confermato, quanto già detto alla presentazione dell’intero Piano di rilancio di Ilva e cioè che Genova rappresenta un assets di massima importanza, il nostro obiettivo è quello di sviluppare la capacita del sito al massimo della sua capacità produttiva, avviando anche la messa in produzione di nuovi prodotti. Per quanto riguarda l’uso di tutta l’area Ilva Genova, che è di circa 1milione e 200 mila metri, l’azienda ha affermato che userà la maggior parte dell’area, ma ha chiesto un confronto con il Comune di Genova oltre che sulle aree destinate alla produzione, anche sulle aree che non saranno utilizzate e come dovranno essere  recuperate e bonificate  per uso pubblico.
“Oggi a Genova lavorano 1490 di cui 370 in cassa integrazione straordinaria che integrano lo stipendio con lavori di pubblica utilità, ma non basta più la semplice solidarietà delle istituzioni. Dire che l’accordo di programma ha una sua validità, ma poi non trova una concretezza nella pratica non ha alcun senso. Come è stato fatto nel passato, siamo d’accordo, a una sua revisione per renderlo operativo e garantire l’occupazione, lo sviluppo, le produzioni, e i necessari  investimenti e  bonifiche  per Genova.
Per noi -conclude Vella- restano però da chiarire alcuni spetti  del Piano Industriale relativi alla necessità  di un maggiore investimento sulla banda stagnata e nuovi prodotti, e sulla possibilità di avviare un ragionamento rispetto alla ricerca e sviluppo di materiali piani a Genova.

 

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