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Edili. Macale (Filca Cisl): "Nel 2017 irregolare il 64,4% delle aziende ispezionate. Serve un giro di vite radicale per affermare la legalità nel settore"

9 Febbraio 2018 - "I dati emersi dal Rapporto dell'Ispettorato del lavoro confermano quanto denunciamo da tempo, ed è arrivato davvero il momento di un giro di vite radicale per affermare la legalità nel settore delle costruzioni”. Commenta così il segretario della Filca-Cisl nazionale, Stefano Macale i dati dell’attività dell’Ispettorato del Lavoro  dai quali emerge che nel 2017 nel settore edile  il 64,4% delle aziende ispezionate è risultato irregolare, vale a dire 22.213 su un totale di circa 35 mila.“I cantieri continuano ad essere luoghi in cui non si rispettano le leggi, non si applicano i contratti, non si lavora in sicurezza" sottolinea Macale spiegando che "si tratta di un campione ancora esiguo, visto che in Italia operano circa 145 mila imprese edili, ma già rappresentativo del settore, perché si tratta di uno spaccato fedele di quanto purtroppo accade ogni giorno nei cantieri".

"La maggior parte delle irregolarità riscontrate riguarda la presenza di lavoratori in nero e la violazione di norme sulla salute e la sicurezza. Ma nei cantieri – aggiunge – registriamo anche il diffondersi del dumping contrattuale, il lavoro cosiddetto grigio: sempre più imprese, infatti, applicano contratti diversi da quello dell’edilizia, perché meno onerosi. E così è facile imbattersi in edili assunti con contratti da metalmeccanico, multiservizi o addirittura florovivaistico. Una beffa per il lavoratore edile, che perde una parte del salario, non viene formato sulla sicurezza e non può accedere ai benefici previsti dall’Ape sociale. Ecco perché risulta indispensabile l’attività dell’Ispettorato, che deve essere ulteriormente rafforzata in sinergia con gli Rlst (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale) e gli operatori degli enti bilaterali, soprattutto sul fronte dei controlli legati al dumping contrattuale. Un’azione importante, quella dell’Ispettorato, per la dignità e la sicurezza dei lavoratori, per il mercato, a vantaggio delle imprese serie, e per lo Stato, visto che nel 2017 l’ammontare recuperato dai contributi evasi si è attestato a 1,1 miliardi di euro, una cifra di tutto rispetto”, ha concluso il segretario nazionale della Filca.

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