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Scuola. 50 anni di scuola d'infanzia

Roma, 21 marzo 2018. La Scuola materna statale compie 50 anni. Nasceva infatti il 18 marzo del 1968, con la legge 444 firmata fra gli altri dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, e da Aldo Moro come Presidente del Consiglio in carica. Il Ministro della Pubblica Istruzione era Luigi Gui. Da allora il servizio educativo rivolto alle bambine e ai bambini da tre a sei anni si è esteso fino ad accogliere la quasi totalità della popolazione interessata, ma nello stesso tempo si è compiuto un percorso di progressiva affermazione del carattere di vera scuola per un segmento del nostro sistema di istruzione da tanti considerato soprattutto a carattere prevalentemente assistenziale.Di questo percorso la Cisl, allora presente nel settore come Sinascel e in seguito come Cisl Scuola, si è resa protagonista con un’azione incessante, fatta di battaglie sindacali e di attiva presenza in tutte le sedi di confronto e di discussione, perché il profilo professionale di docente fosse pienamente riconosciuto in tutta la sua valenza a chi insegnava nella scuola materna. La riduzione conquistata attraverso i contratti dell’orario di lavoro, sceso dalle originarie 36 alle attuali 25 ore settimanali di insegnamento, ne dà eloquente testimonianza, così come il passaggio dal vecchio diploma triennale all’attuale laurea in scienze della formazione primaria come requisito di accesso.
Il nostro impegno non si appaga di questi risultati: occorre vigilare anche oggi per evitare che la scuola dell’infanzia veda attenuato il suo carattere di primo, fondamentale segmento del sistema di istruzione. La nostra scuola dell'infanzia è stata sempre più, proprio a partire dal 1968, la scuola della grande crescita, la scuola della ripresa di un impegno educativo diffuso da parte della società, una scommessa che la società italiana, in anni cruciali della nostra storia, ha fatto su se stessa investendo sulle primissime e giovanissime generazioni. Questo l’impegno che la Cisl Scuola ribadisce anche per il presente e per il futuro. 
Ma intanto festeggiamo i primi cinquant’anni della nostra scuola dell’infanzia con un grazie sentito e riconoscente a chi, col suo lavoro, ha saputo renderla viva, vitale e vivace. Tutto ciò che è all’origine si presenta particolarmente fragile, delicato, prezioso, ma per questo anche decisivo, importante, bello. L’attenzione e la cura da dedicare a questo livello scolastico dovrebbero essere pari a quanto ne riservano le nostre maestre di scuola dell’infanzia alle bambine e ai bambini loro affidati. Allievi, dunque, nel senso pieno e vero di un termine che evoca un processo di crescita e di necessario accompagnamento. Allievi, in un’età nella quale si pongono le basi su cui fondare tutte le successive tappe di un buon percorso di apprendimento. Una consapevolezza cui ci richiamano costantemente tutti gli studi condotti a livello internazionale e le conseguenti raccomandazioni delle più qualificate istituzioni mondiali che si interessano di infanzia. 
Festeggiamo questo compleanno con tre giorni di ritardo. Una dimenticanza, un errore? No, solo la volontà di legare questa ricorrenza alla data che segna il primo giorno di primavera ed è anche festa della poesia. Richiami che come pochi altri ci sembrano pertinenti. 

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