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Amianto. Colombini: "Occorre accelerare la bonifica nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni delle nostre città"

Roma, 18 aprile 2018.  “La sentenza della Corte di Appello di Torino che ha assolto gli imputati per le morti da amianto all’Olivetti di Ivrea, evidenzia ancora una volta la grande contraddizione tra la richiesta di giustizia da parte delle vittime e le diverse interpretazioni delle leggi da parte della magistratura, con sentenze che differiscono una dall’altra con orientamenti contrapposti da tribunale a tribunale”. Lo dichiara in una nota  il Segretario Confederale della Cisl, Angelo Colombini.
“La vicenda dell’amianto è una questione complessa – sostiene - c’è una responsabilità collettiva che riguarda tutti, imprenditori, politici, istituzioni, tecnici e sistema legislativo, per la sottovalutazione generale del rischio per la salute e la stessa sopravvivenza che comportava l’utilizzo dell’amianto. La colpevolezza collettiva – prosegue - non può però significare l’assoluzione da ogni responsabilità, perché ci sono state, ci sono e ci saranno ancora vittime a causa dell’amianto. Bisogna pacificare il paese sui drammi dell’amianto. Imprese, sindacati, istituzioni e Parlamento devono garantire alle vittime innanzitutto l’assistenza sanitaria e lo sviluppo della ricerca per la cura dei terribili tumori mortali dovuti all’amianto. Bisogna, inoltre, accelerare la bonifica della presenza dell’amianto nei luoghi di lavoro e nelle abitazioni delle nostre città”. 
“Nell’immediato le vittime e i loro eredi - dice Colombini - devono essere adeguatamente e dignitosamente risarcite. Il fondo per le vittime dell’amianto deve quindi essere finanziato dalle imprese e dallo Stato per compensare almeno in parte i danni subiti dalle vittime e quindi far fronte concretamente alla colpevolezza generale che dobbiamo riconoscerci. La Cisl – conclude - chiede che il nuovo Governo realizzi un piano di pacificazione per l’Italia sulle conseguenze drammatiche dell’amianto”.
 

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