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Chimici. Raffineria di Augusta: sindacati pronti all'inasprimento della mobilitazione

22 maggio 2018.  “Siamo pronti a un inasprimento della mobilitazione in mancanza di un serio confronto". Così  Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil dopo l’incontro del 16 maggio scorso, durante il quale erano preenti anche le Rsu, presso la sede della raffineria di Augusta,  con i rappresentati delle società Esso e Sonatrach. I sindacati hanno deciso di confermare tutte le iniziative già avviate con il ministero dello Sviluppo Economico e con le amministrazioni locali.
“Siamo pronti a un inasprimento della mobilitazione dei lavoratori qualora non si avviino rapidamente seri confronti sui diversi tavoli per garantire continuità e prospettive ad una attività nevralgica per gli interessi più generali del nostro Paese”, hanno dichiarato i rappresentanti dei sindacati. “Sonatrach deve comprendere – continuano – che non può sottrarsi ad un confronto continuo con le Organizzazioni Sindacali”.
L’incontro con l’azienda Sonatrach non ha, di fatto, chiarito le perplessità sollevate dalle organizzazioni sindacali sull'operazione, e non ha dato modo di ottenere risposte concrete sul futuro industriale della raffineria e dei depositi di Napoli, Palermo e Augusta (sono interessati 700 lavoratori diretti e un migliaio dell’indotto), che le Segreterie di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil chiedono di affrontare a un tavolo di coordinamento nazionale.
Per quanto riguarda Esso i sindacati hanno espresso la necessità di “riprendere immediatamente il confronto a livello nazionale per conoscere le prospettive industriali dell’azienda in Italia, ormai non più sorrette da un sistema integrato nella filiera del petrolio”.
“Bisogna comprendere al più presto – hanno scritto i rappresentanti sindacali in un comunicato – se la Esso abbia avviato una progressiva e graduale politica di disimpegno che la porta, nel medio periodo, ad un’uscita dall’Italia, con il conseguente rischio della precarizzazione e della dismissione delle attività ancora presenti. Queste ultime – concludono i sindacalisti – vedono anche in questo comparto oltre 600 lavoratori impegnati nelle raffinerie Sarpom, nei depositi di Chivasso, Arluno, Genova, nello stabilimento di Vado Ligure, nella sede di Roma e nelle attività della chimica e del commerciale”.
 

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