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Governo. Furlan: "Puntare a riforma fiscale che miri ad includere tutti i cittadini nella distribuzione della ricchezza"

2 giugno 2018.  “Non esistono oggi piani B o alternative all'Euro. Sarebbe un disastro per la nostra economia, per le famiglie italiane, per i lavoratori, per i pensionati, molti dei quali sono anche piccoli risparmiatori”.’ È quanto ha sottolineato oggi la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in un intevento sul Secolo XIX. “Certo, bisogna correggere i limiti e le contraddizioni del processo europeo. Non avere avuto la lungimiranza ed il coraggio di dotare la moneta di un Governo unico, nel momento del passaggio all'Euro, accelerando il processo di Unione politica, è stato un errore gravido di rischi di implosione per l'intera architettura europea”, aggiunge la leader della Cisl. “Siamo stati tra i primi a sostenere che bisogna cambiare questa politica di rigore, puntare sulla crescita, svincolando gli investimenti in infrastrutture, innovazione, formazione” scrive la Furlan. “Per fare sistema ci vuole una Europa politica con capacità competitive e di mercato. Vedremo ora quali saranno i passi che il nostro paese farà nelle prossime settimane, a cominciare dal vertice del G7 di giugno. Vedremo dove porterà la navigazione di partiti finora all'opposizione e che ora dovrammo fare gli interessi nazionali e misurarsi con la realtà del Governo”. La Segretaria della Cisl sottolinea che “il sindacato e la Cisl per quanto ci riguarda, giudicherà l'azione del Governo Conte più che dai programmi, dai fatti e dai provvedimenti concreti, senza fare sconti a nessuno. Questa è stata sempre la nostra linea responsabile, pronti al confronto con le nostre proposte concrete e con un atteggiamento sempre costruttivo. Abbiamo superato da tempo la logica del governo "amico", convinti che le società complesse abbiano bisogno del massimo di coesione sociale”. Secondo la Furlan “ci attendono prove difficili: prima di tutto la battaglia per il lavoro dei giovani e lo sviluppo, superando la distribuzione iniqua che c'è nel paese, ma anche a livello continentale. Negli ultimi dieci anni la divaricazione tra regioni forti e regioni deboli sul piano europeo si è aggravata, come dimostra anche l'aumento della povertà assoluta in Italia, soprattutto nel Sud. In secondo luogo dobbiamo puntare ad una riforma fiscale che miri ad includere tutti i cittadini nella distribuzione della ricchezza, lavorando anche ad una nuova funzione dello stato sociale che non perda le acquisite garanzie sul piano dei servizi, dell'assistenza, della formazione. L'altra grande questione è come favorire gli investimenti, elevare la qualità complessiva dei prodotti e dei nostri servizi, sbloccare le grandi opere pubbliche, rilanciare il nostro sistema industriale, in armonia con la tutela dell'ambiente, ed arginando anche le scelte protezionistiche sbagliate di altri paesi”. “La politica da sola non ce la può fare a vincere queste sfide- è l’appello della Furlan. "Bisogna governare lo sviluppo e la competizione nell'equità e nel consenso. Questo rimane l'obiettivo della Cisl, per un rinnovato protagonismo dei corpi intermedi che assicuri la partecipazione dei lavoratori alle grandi scelte del paese”.

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