Puglia. Proclamato stato di agitazione dei formatori impegnati nei Centri per l’Impiego della regione senza stipendio da tre mesi e senza garanzia occupazionale per il futuro

Bari 10 ottobre 2018 - Superano il numero delle duecento unità i i formatori, dipendenti degli Enti di Formazione Professionale, impegnati dal 2002 all’interno dei Centri per l’impiego della Regione Puglia, in convenzione prima con le Province ed ora direttamente con la Regione. La Regione Puglia ha fatto una scelta responsabile ed oculata quando ha deciso di utilizzare i formatori nei servizi per l’impiego, in virtù delle loro competenze per la formazione, l’orientamento, la progettazione e l’osservatorio del mercato del lavoro.
Oggi, con il passaggio delle competenze sulle politiche attive del lavoro dalle Province alla Regione, i formatori vivono l’ennesima stagione di difficoltà economica e di mortificazione della loro dignità a causa dei problemi che la Regione incontra nelle procedure amministrativo/gestionali e nella erogazione degli stipendi attraverso la stipula della convenzione con gli Enti di Formazione Professionale relativa alla proroga dall’01/07/2018 al 31/12/2018. Nonostante le rassicurazioni politiche dell’Assessore Sebastiano Leo, infatti, non si intravede ancora una situazione definita che porti tranquillità ai lavoratori e non paralizzi le attività dei Centri per l’impiego. A questo si aggiunge l’incertezza lavorativa a partire dal 1 gennaio 2019. Senza i formatori si bloccherebbero servizi oggi indispensabili quali ad esempio il rilascio della DID (dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro), la stipula del patto individualizzato e l’avvio dei tirocini formativi. I cittadini pugliesi che già oggi, per la carenza di personale, sono vessati dalle attese e dalla impossibilità di assolvere celermente alle procedure offerte dai CPI, subirebbero gravissimi disagi qualora, dal 1° gennaio 2019, venisse sospesa l’attività svolta dai formatori.
I formatori non sono più disposti a subire i ritardi nell’erogazione degli stipendi e la mancanza di garanzie sulla continuità lavorativa a partire dal 1° gennaio 2019.
Non è più accettabile un comportamento attendista nell’assolvimento delle procedure per il pagamento delle retribuzioni; al tempo stesso occorre mettere in campo azioni fattibili e condivise atte a garantire i servizi per il cittadino ed il futuro dei formatori dei Centri per l’impiego dopo il 31 dicembre 2018.
Per i suddetti motivi le segreterie regionali FLC CGIL, CISL FSUR E UIL SCUOLA RUA, in vista del prossimo incontro con l’assessore, al fine di ottenere risposte risolutive proclamano lo stato di agitazione della categoria.

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