Sardegna. Nuove penalizzazioni per i bancari sardi. Prima affidata e poi tolta a Numera la gestione dei Pos

Cagliari 1 novembre 2018 - "Da circa due anni il sindacato dei bancari  (largamente il più rappresentativo del settore in Sardegna), insieme agli enti locali, alla Cisl sarda e qualche politico volenteroso, si sta opponendo vigorosamente per preservare i posti di lavoro del Banco di Sardegna e delle aziende ad esso collegate contro la devastante ristrutturazione portata avanti dalla proprietà, Bper, ossia la banca che possiede la quota di controllo della banca isolana. Una ristrutturazione che in poco più di 2 anni è costata circa 350 posti di lavoro e circa 100 agenzie. E’ in questo che è consistita la “capacità imprenditoriale” di Bper: tagliare, tagliare e poi ancora tagliare, a dispetto persino della dirigenza locale dell’azienda.

Ebbene, non solo abbiamo pagato il pegno del taglio dei posti di lavoro (che è per l’oggi, ma anche per il domani essendo purtroppo di carattere strutturale), ma adesso dobbiamo drammaticamente e tristemente constatare che paghiamo anche il disamore per la Sardegna che consiste nel privare le nostre aziende di possibili e lucrose lavorazioni disponibili all’interno del gruppo Bper.

Recentemente, infatti, il consiglio di amministrazione di Bper ha deliberato di concedere a Numera (un’azienda sassarese che si occupa di informatica e che è di proprietà del Banco di Sardegna) la gestione di una parte dei POS (strumentazioni collegate all’utilizzo da parte di utenti e gestori del bancomat per gli acquisti) del gruppo Bper. Questo appalto avrebbe potuto fruttare molto denaro e, quasi certamente, la stabilizzazione di numerosi posti di lavoro nella nostra terra. Ebbene, a distanza di poco tempo, siamo costretti a constatare che a dispetto della decisione del consiglio di amministrazione, il management decentrato ha disobbedito alle indicazioni, affidando il lavoro ad un’azienda esterna al gruppo Bper e persino concorrente.

Si tratta di un atto gravissimo che genera un danno a più livelli. E’ un danno strategico perché stabilisce che un’azienda del gruppo, un’azienda sarda, non ha il diritto di occuparsi di cose assolutamente pertinenti con la sua “mission” aziendale, e che in prospettiva rischia di essere marginalizzata. E’ un danno concreto nell’immediato perché sta per essere emesso il nuovo piano strategico di Bper che al suo interno si dice che contenga una conferma dello stile “lacrime e sangue” anche per il Banco di Sardegna, con nuove perdite di posti di lavoro e chiusure di agenzie. E tale piano industriale avrebbe certamente potuto essere parzialmente moderato dall’arrivo di una lavorazione preziosa e importante dal punto di vista finanziario e occupazionale.

Chiediamo ancora una volta alla politica sarda di volersi occupare di quanto accade intorno alla banca sarda ed alle aziende da essa controllate. Questi smacchi accadono anche perché altri hanno la percezione di poter agire nella totale impunità, confidando sulla mancata difesa da parte dei politici e degli amministratori.

Chiediamo al Presidente della Giunta Regionale, anche nella sua qualità di azionista di riferimento del Banco di Sardegna, di intervenire decisamente sul management della Bper per riconsiderare tale scelta scellerata a danno del lavoro dei sardi.

Identica presa di posizione sollecitiamo al Presidente e all’intero Consiglio Regionale per indirizzare collettivamente l’azione di tutta la politica sarda in direzione della difesa dei diritti e del lavoro dei sardi."

Le Segreterie Regionali di Cisl Sardegna e First Cisl Sardegna

 

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