Emilia Romagna. Crescono del 10% i metalmeccanici Fim Cisl a Reggio e a Modena

Reggio Emilia 4 dicembre 2018 - Sfonda quota 5500 iscritti la Fim Cisl Emilia Centrale, la categoria dei metalmeccanici Cisl, il 10% in più del 2016. Sono dati positivi quelli che hanno aperto il direttivo annuale sul tesseramento della categoria delle tute blu della Cisl che è presente in 51 aziende reggiane, 129 modenesi, e ha visto salire i delegati da 106 (2016) a 114 (2017), come ha ricordato Alessandro Gamba, segretario della categoria.
“Siamo un’organizzazione che sta crescendo di credibilità e autorevolezza. Siamo presenti in tutti i tipi di aziende, con diversi tipi di contratto, e rappresentiamo persone di tutte le fasce di età o nazionalità”, ha commentato Giorgio Uriti, segretario generale Fim Cisl Emilia Centrale.

Uno dei tanti temi trattati nel consiglio generale è stato l’andamento attuale dei fondi pensione: c’è preoccupazione tra i metalmeccanici reggiani e modenesi perché l’andamento generale dello spread influisce anche indirettamente su questi strumenti previdenziali. “Quando lo spread sale – ha commentato Giorgio Uriti -, l’economia italiana soffre, il costo del denaro aumenta e ogni investimento, compreso il fondo pensione, in questo caso dei metalmeccanici, perde valore. Un consiglio ai colleghi delle categorie: i soldi nei fondi pensione, salvo necessità, vanno mantenuti, anche perché da quest’anno le aziende ci aggiungono il 2% come accantonamento. Rilanciare consumi, investimenti, politiche infrastrutturali, industriali ed energetiche sono quelle cha mancano complessivamente alla manovra di bilancio proposta dal governo e che ci vedono critici”.

Temi approfonditi da Michele Zanocco, segretario nazionale Fim Cisl Emilia Centrale, “Le preoccupazioni dei metalmeccanici sono molte e legate alle scelte che il governo si appresta a fare sui temi legati al lavoro. Siamo contrari al ridimensionamento dei contributi per la formazione di Industria 4.0, che finora aveva portato importanti risultati di crescita delle competenze necessarie per perseguire il primato come seconda potenza industriale europea e tra le prime al mondo”.

L’altra “scelta sconsiderata” del governo, invece, affronta il tema delle norme del Decreto Dignità legate ai contratti a termine. “Decidere di intervenire esclusivamente nella riduzione dei tempi e nelle causali senza sostenere parallelamente le assunzioni a tempo indeterminato – ha proseguito Zanocco - hanno generato preoccupazione nelle imprese e fatto perdere 58 mila posti di lavoro, non rinnovati alla loro scadenza. Solo in parte sono stati sostituiti da nuovi lavoratori, perdendo di contro le competenze costruite e aumentando nel contempo il rischio di contenzioso”.
Ancora: “Le incertezze normative in essere – ha concluso il segretario nazionale - non consentono alle aziende di poter pianificare le normali attività. Ne abbiamo un esempio in campo previdenziale, dato che Quota 100 nasconde insidie molto gravi. Chi andrà in pensione, infatti, si vedrà una riduzione consistente dell’assegno erogato. Inoltre l’idea che i lavoratori che andranno in pensione possano essere sostituiti da giovani in rapporto uno a uno non è mai stata dimostrata dalla storia quindi i posti di lavoro che genereranno le uscite per pensione non costruiranno altrettante opportunità per chi è disoccupato. Se si vuole ‘far forte’ il lavoro bisogna conoscere la materia di cui si sta parlando”.
A breve la Fim Cisl Emilia Centrale organizzerà assemblee per i lavoratori sulla lettura delle buste paga, sul funzionamento dei fondi pensione, sulla formazione dei propri delegati.

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