Puglia. Cisl Taranto Brindisi su sanità e welfare: "pretendiamo risposte da Governo e Regione"

Taranto 9 dicembre 2018 - Cgil Cisl Uil intendono riportare al centro dell’attenzione le gravi condizioni dei servizi sanitari e socio-sanitari nel Paese e in Puglia. In un contesto di crescente disagio sociale serve, a partire dal Governo nazionale, il rilancio del nostro Servizio Sanitario Nazionale, per ristabilire che il diritto alla salute ed alle cure sia assicurato in modo uniforme in tutto il Paese, così come prevedono la nostra Costituzione e la stessa Riforma sanitaria.

Servono più risorse per Sanità e Welfare e difendere la centralità del servizio pubblico, per garantire l’universalità delle prestazioni. Continuiamo invece a registrare crescenti criticità che pregiudicano il diritto alle cure - in tal senso vanno eliminati i super ticket - e l’accesso alle prestazioni sociali.
Serve una più equa ripartizione del Fondo sanitario nazionale che penalizza le regioni del Sud. Così come andrebbero sbloccate le assunzioni per migliorare il livello delle prestazioni e la qualità del lavoro, che oggi poggia su un numero di addetti che registra almeno 5mila posizioni vacanti. Nessuna risposta arriva invece dal Def predisposto dal Governo, dove anzi sono previsti tagli.

A livello regionale, pur avendo avuto momenti di confronto, restano aperte tante questioni in ambito sanitario, dalle liste di attesa alla medicina territoriale, dal servizio di 118 alla chiusura dei Punti di primo intervento. Il risultato è un progressivo collasso dei servizi sanitari e una crescente insoddisfazione dei cittadini, che in molti casi o sono costretti a ricorrere al privato, con costi insostenibili per tante famiglie, o ad alimentare la mobilità passiva verso altre regioni.

Allo stesso modo va regolamentata la pratica libero-professionale del personale medico (intra moenia ed extra moenia), che non può penalizzare la garanzia delle prestazioni pubbliche e i tempi di attesa, soprattutto per quelle urgenti.

Sul welfare le cose non vanno meglio. Dall’approvazione del Piano Regionale delle Politiche Sociali sono pochissimi gli ambiti che hanno avviato tavoli di concertazione e confronto per la definizione dei Piano Sociali di Zona, registrando un arretramento sull’equità nell’accesso alle prestazioni che colpisce le fasce più fragili della popolazione.

Chiediamo
• Più risorse per la sanità e il welfare pubblico
• Programmazione di una medicina territoriale efficiente e capillare
• Abbattimento delle liste di attesa
• Riqualificazione della spesa di beni e servizi
• Regolamentazione della pratica libero-professionale
• Piano di assunzione di personale medico e infermieristico
• Interventi di prevenzione per la salute e l’ambiente

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