Sardegna. Sindacati: "Regione riceva i rappresentanti dei lavoratori Enel"

Cagliari, 20 dicembre 2018.  “La Regione dimostra per l’ennesima volta di non tenere in nessun conto le istanze dei lavoratori e le conseguenze devastanti del trasferimento all’Enas delle dighe del Taloro, Coghinas e Flumendosa”. Così i rappresentanti sindacali di categoria, FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL, hanno commentato il silenzio totale dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Edoardo Balzarini di fronte alla protesta dei lavoratori dell’Enel, questa mattina in presidio davanti alla sede istituzionale della Regione Sardegna, a Villa Devoto. Con la manifestazione odierna i sindacati di categoria hanno denunciato ancora una volta la grave situazione che si verrà a creare a partire dal 1° gennaio 2019 con il trasferimento all’Enas, deciso unilateralmente dalla Giunta regionale, delle dighe Enel del Taloro, del Coghinas e del Flumendosa con annessi gli impianti di produzione di energia elettrica. Un atto unilaterale che – denunciano FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL – rischia di far ripiombare il settore idroelettrico in Sardegna nell’incertezza più totale, mettendo in discussione importanti investimenti già pianificati da Enel e precarizzando circa 100 posti di lavoro diretti e numerosi altri dell’indotto. “Con questa manifestazione – spiegano i rappresentanti sindacali - vogliamo denunciare alla pubblica opinione questa grave situazione di cui la Regione Sardegna e l’attuale maggioranza al governo si assumerà la responsabilità per le conseguenze che rischia di avere per la nostra isola”. Lo scorso 9 ottobre la Giunta Regionale aveva emanato le delibere per attribuire all’Enas le dighe Enel del Taloro, del Coghinas e del Flumendosa, con annessi gli impianti di produzione di energia elettrica e trasferirle all’Enas a partire dal 1° gennaio 2019. Immediatamente dopo l’emanazione delle delibere, il 18 ottobre, FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL avevano richiesto invano un incontro chiarificatore con la Regione Sardegna. Viceversa, la Regione il 20 novembre 2018 aveva emanato i decreti del Presidente della Giunta proseguendo un percorso unilaterale che, oltre a centinaia di posti di lavoro, rischia di mandare in fumo gli investimenti programmati dall’Enel sul territorio sardo che solo nel 2019, tra diretti e indiretti, ammontano a circa 8 milioni di euro. Il trasferimento degli impianti all’Enas causerebbe inoltre il mancato versamento ai Comuni interessati di circa 4 milioni di imposte locali (IMU). “Il silenzio dell’assessore Balzarini è l’ennesimo atto di disprezzo di questa Giunta verso i diritti dei lavoratori - commentano i segretari di FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL -. Come organizzazioni sindacali di categoria esprimiamo il nostro dissenso rispetto a questo modo di fare della Regione Sardegna. Non assisteremo impassibili allo smantellamento del settore idroelettrico nella nostra regione e non accetteremo che vengano ignorate in questo modo le legittime richieste dei lavoratori”.

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