Puglia. Nicoli (Cisl): "Porteremo il tema del Mezzogiorno alla Manifestazione di domani"

Lecce, 8 febbraio 2019. Dieci pullman pieni di lavoratori, giovani e pensionati partiranno dalla provincia di Lecce nella notte di venerdì alla volta di Roma per la grande Manifestazione nazionale, promossa da Cgil Cisl Uil, denominata “#FuturoalLavoro” che si terrà nella capitale sabato, 9 febbraio, sono quelli organizzati dalla Cisl di Lecce, altrettanti muoveranno a cura di Cgil e Uil di Lecce. Il primo contenuto della Manifestazione è proprio la grande voglia di partecipazione diretta, fisica e non virtuale, che abbiamo riscontrato fra le persone. I nostri obiettivi di partecipazione, già molto impegnativi, sono stati superati senza difficoltà da questa voglia di esserci, in prima persona. Chiariamo subito, nella testa delle persone che prenderanno parte a questo evento non c’è intento politico, non si vuole destabilizzare il governo o favorire una diversa offerta politica, e non ci sono giudizi preconcetti sulle due misure simbolo della compagine governativa e del loro contratto di governo: quota cento e reddito di cittadinanza, misure condivisibili nelle finalità di flessibilità in uscita e di contrasto alla povertà, meno nelle forme attuative generate. La manifestazione del 9 febbraio non è quindi catalogabile nella dinamica politica che tanto sta agitando la vita politico-istituzionale del nostro Paese, in una devastante e continua competizione elettorale. Nella testa delle persone che sabato, 9 febbraio sfileranno per Roma ci sarà preoccupazione e realismo. A Roma porteremo le preoccupazioni di un territorio del Sud che vede andar via tanti giovani, spesso i più preparati, che non chiedono soluzioni facili, ma opportunità reali di mettere a frutto il proprio studio, la propria competenza, la propria voglia di fare. A Roma porteremo la richiesta di creare lavoro con il rilancio degli investimenti pubblici in opere, manutenzioni e servizi, con un Piano impresa 4.0 maggiormente indirizzato ai più fragili sistemi produttivi del Mezzogiorno, con un potenziamento del sistema scolastico e della ricerca, con un piano di assunzioni nella Pubblica amministrazione finalizzato all’innovazione ed alla garanzia dell’erogazione di servizi e prestazioni. A Roma porteremo il tema del Mezzogiorno, dimenticato dal governo e aggredito da un progetto di autonomia regionale differenziata che avvertiamo sempre più come una concreta minaccia ai diritti di cittadinanza ed ai principi costituzionali. A Roma porteremo la certezza di tantissimi lavoratori leccesi di non poter mai raggiungere quota 100, per anticipare un’età pensionabile, che continua a crescere nel requisito per quella di vecchiaia, a causa dell’accesso ritardato nel mondo del lavoro e della precarietà di carriere lavorative discontinue, che interessano particolarmente le donne o interi settori produttivi, a partire dall’agricoltura, dal turismo e dall’edilizia, ma non solo. E che mai interesserà i più giovani. A Roma porteremo la delusione di tanti pensionati che, dopo anni di blocco, avevano visto riconosciuto il diritto alla rivalutazione dell’assegno pensionistico al costo della vita e che, con pensioni non certo d’oro, adesso lo vedono svanire. A Roma porteremo la preoccupazione per una manovra che rinvia ai prossimi anni una clausola di salvaguardia di 52 miliardi, facendo affidamento su una crescita desiderata che non si concorre a determinare e che le dinamiche economiche in atto smentiscono. A Roma ci andremo per motivi squisitamente sindacali, perché questo Paese deve costruire un progetto di futuro, deve promuovere crescita e sviluppo, coesione sociale e territoriale. E questo non sarà senza il concorso delle parti sociali.

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