Toscana. Bekaert, Beccastrini (Fim Cisl) replica alla sindaca Mugnai

Firenze, 10 maggio 2019 - Ferma risposta del segretario della Fim-Cisl Toscana, Alessandro Beccastrini, alla sindaca di Figline-Incisa Valdarno, Giulia Mugnai dopo le accuse lanciate dalla prima cittadina in merito alla vicenda Bekaert e all’ipotesi di una cooperativa di lavoratori, giudicata impercorribile dall’assemblea dei lavoratori Fim.
“Se Giulia Mugnai fosse solo un candidato sindaco per Figline-Incisa Valdarno – dice Beccastrini – eviterei di farmi coinvolgere nel clima da campagna elettorale. Ma poiché Giulia Mugnai è il sindaco in carica e questa vertenza l’ha seguita dall’inizio, non posso non replicare all’accusa che mi rivolge di non rispettare i lavoratori che hanno proposto la soluzione della cooperativa per la vertenza Bekaert.”
“Giulia Mugnai – continua il segretario Fim – dovrebbe ricordare che la Fim era contraria all’acquisizione dell’allora Pirelli di Figline da parte di Bekaert. Noi definimmo quell’ipotesi un ‘abbraccio mortale’ (e basta fare una ricerca on line per trovarne ancora tracce sulla rete); Giulia Mugnai allora non aveva il nostro stesso parere e possiamo dire oggi che decisamente non aveva avuto buon fiuto. Un precedente che dovrebbe consigliarle più cautela, prima di bocciare le nostre valutazioni sulla situazione attuale.”
“Quanto all’accusa – riprende Beccastrini – la Fim non si è mai sognata di non rispettare la proposta di una coop tra lavoratori; semplicemente tiene come punto fermo la volontà dei propri iscritti, che all’unanimità in assemblea ci hanno chiesto in modo netto di dire di no a quella soluzione. Sempre su mandato dei lavoratori, abbiamo quindi proposto, poiché l’area è frazionabile, di consentire a chi vuole la cooperativa di avviare il suo percorso su una parte dell’area, ma di cercare per gli altri una soluzione diversa, con precise caratteristiche che abbiamo indicato. Perché, come Giulia Mugnai dovrebbe sapere bene, chi se n’è andato da Figline – Pirelli prima, Bekaert dopo – lo ha fatto a causa dei costi, in primo luogo di quelli della materia prima.”
“In quanto al rispetto – conclude Beccastrini – crediamo che chi ne ha dimostrato poco, per i lavoratori e per lo stesso principio di democrazia, sia proprio Giulia Mugnai, che sulla vertenza Bekaert in questa fase non ha sentito l’esigenza di confrontarsi anche con l’organizzazione che rappresenta la maggioranza dei lavoratori in quell’azienda.”

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