Toscana. Ferrovia Lucca-Pistoia, il raddoppio va fatto tutto, basta meline da Montecatini

Firenze, 12 settembre 2019 - l raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Lucca dev’essere realizzato per intero, compresa la tratta Montecatini-Pescia: per questo il comune di Montecatini abbandoni le meline opportunistiche degli ultimi anni e dica, in modo chiaro, cosa intende fare.”
Lo ha detto il segretario generale della Fit-Cisl Toscana, Stefano Boni, intervenendo stamani all’inaugurazione della mostra informativo-fotografica che il Dopolavoro ferroviario di Pistoia ha dedicato proprio al raddoppio della Pistoia-Lucca ed in particolare alla prima tratta su cui sono iniziati i lavori, da Pistoia a Montecatini. La mostra, inaugurata stamani (presenti anche gli assessori regionali Vincenzo Ceccarelli e Federica Fratoni, il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, il presidente della provincia di Pistoia Luca Marmo e amministratori dei comuni di Montecatini e Serravalle), è allestita nel salone del DLF di piazza Alighieri 1, a Pistoia e sarà aperta fino al 29 settembre con orari 9-12, 17-22, con chiusura il lunedì pomeriggio.
“I lavori sulla prima tratta procedono – ha detto Boni – e poi toccherà alla seconda, da Pescia a Lucca, mentre rischiamo che resti un buco su Montecatini, dove il comune negli ultimi anni ha fatto melina e avanzato richieste irrealizzabili. Chiedere che la tratta sia realizzata in sopraelevata, con il grande impatto paesaggistico e urbanistico e i maggiori costi che ciò significa, equivale a dire che non la si vuole. Una posizione che potrebbe nascondere la considerazione opportunistica che per Montecatini l’importante è il collegamento veloce con Firenze; e tanto peggio per Pescia, Lucca e la Versilia. Per questo chiediamo alla nuova amministrazione comunale di dire se intende continuare su questa linea o impegnarsi concretamente perché il raddoppio della Lucca-Pistoia sia completamente realizzato.”
“Delle infrastrutture per il trasporto pubblico – ha concluso Boni - c’è bisogno e ci vuole il coraggio di realizzarle. A Firenze c’era chi si incatenava agli alberi per impedire che si facesse la prima linea della tramvia per Scandicci. Ma ora che è in funzione sono tutti contenti.”

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