Toscana. Aeroporto Firenze, un ‘no’ che scaccia gli investitori

Firenze, 14 febbraio 2020 - "Il messaggio che, al di là delle intenzioni di tutti gli attori in campo, la Toscana invia al mondo con lo stop all’iter per l’adeguamento della pista dell’aeroporto Vespucci di Peretola è molto chiaro: chi ha voglia di investire non venga qui". A dichiararlo è Riccardo Cerza, segretario generale della Cisl Toscana. "E’ lo stesso messaggio che l’Italia tutta manda con vicende come quella dell’Ilva. Un susseguirsi di scelte politiche e decisioni amministrativo-giuridiche fanno sì che l’Italia diventi un territorio dove gli investitori non hanno casa e dove invece impera la rendita e i capitali si investono solo in finanza.
In Toscana abbiamo cercato negli ultimi anni di combattere questa deriva; la Cisl si è sempre impegnata per cercare di riportare il lavoro al centro delle decisioni strategiche della Regione e degli altri attori istituzionali e il Patto per lo sviluppo firmato a luglio scorso riassume il senso di questo impegno.
L’effetto della decisione del Consiglio di Stato, nel cui merito non voglio entrare, è quello di riportarci indietro, mentre il tempo intorno a noi continua a scorrere e di inchiodarci in un immobilismo che condannerà le giovani generazioni e quelle future a emigrare da questa regione per trovare possibilità di buon lavoro.
E’ ora di dire basta a questa deriva, di gridare forte che vogliamo una Toscana viva, che non sia la terra della ‘decrescita felice’ (perché felice non potrà essere), ma di aziende che creano lavoro buono, di alta qualità, con alta produttività e alti salari.
Per far questo serve una società coesa, che non si sfilacci in deleterie rivalità di campanile e faide di fazione com’è stato per secoli, ma sappia fare squadra contro le resistenze, che in Toscana e in Italia sono forti.
Alle forze in campo nelle prossime elezioni regionali chiederemo un impegno preciso, serio e chiaro sulle cose da fare e sui tempi di realizzazione, a cominciare dall’aeroporto di Firenze.
Auguriamoci che almeno per la Tirrenica, con l’approvazione dell’emendamento al ‘Milleproroghe’ che dovrebbe sbloccare i cantieri, sia arrivata la volta buona. Si metterebbe fine a una discussione che dura da 40 anni e si doterebbe la Toscana di un’opera necessaria."

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