Veneto. Cgil Cisl e Uil scrivono una lettera aperta al presidente Confindustria Belluno Sig.ra Lorraine Berton

Belluno, 26 marzo 2020 - Gentile Presidente, abbiamo appreso a mezzo stampa le dichiarazioni e le critiche rivolte a Cgil, Cisl e Uil di Belluno: le critiche sono sempre apprezzate quando sono costruttive e vi sono delle proposte alternative rispetto ai problemi presi in esame. Viceversa, il rischio è di alzare i toni polemici e, crediamo, questo non serva a nessuno. Né ai lavoratori, né alle imprese e nemmeno alle famiglie e ai cittadini che guardano anche alle nostre associazioni come punti fermi nella gestione della crisi. Ci sono poco piaciute le affermazioni di “tradimento alla fiducia”: la nostra fiducia invece, nei vostri confronti, non è mai mancata, consapevoli che in queste ore, al contrario, vi è un continuo, coraggioso ed eroico lavoro da parte dei collaboratori del sindacato e di Confindustria per riuscire a governare questa emergenza, che per inciso, ha colpito tutti.

In questi giorni stiamo tutti lavorando per salvare imprese e lavoratori, facendo le dovute pressioni al governo affinché vi siano le risorse sufficienti; per effettuare migliaia di accordi di cassa integrazione per difendere il salario delle nostre famiglie; per attivare tutti gli strumenti possibili per posticipare scadenze fiscali agli imprenditori e cittadini. Inoltre, abbiamo decine di delegati aziendali Rsu che stanno collaborando con le imprese e che in queste ore stanno nelle fabbriche a lavorare per costruire quelle condizioni di sicurezza essenziali per tenere in piedi il nostro sistema economico.

Condividiamo tutti che la priorità, oggi, è quella di fermare il virus: crediamo che lei non ci smentisca su questo. E dunque, lo sforzo che stiamo tutti facendo, consapevoli che non vi sono né risposte facili, né risolutive, è quello di mettere in sicurezza più lavoratori possibili, sapendo che una buona parte del nostro sistema Paese, non solo non si può fermare completamente, ma è auspicabile che possa essere messo nelle condizioni di ripartire il prima possibile. Abbiamo dunque ben presente, ed è nei nostri cuori, anche l’aspetto economico della nostra provincia e siamo anche noi preoccupati degli esiti sociali (i posti di lavoro) che rischiamo di perdere con questa crisi.

Carissima presidente, rispettiamo le sue idee, il suo ruolo e le imprese che Lei rappresenta, ma pretendiamo la stessa cosa, poiché rappresentiamo migliaia di iscritti e di lavoratrici e lavoratori che a noi si rivolgono. Dobbiamo lavorare insieme per davvero, non solo ad enunciazioni, per creare i presupposti per rafforzare le relazioni sindacali che lei stessa ritiene efficaci.

Nei prossimi mesi ci aspetta un durissimo lavoro e abbiamo tutti bisogno di lavorare per trovare idee, soluzioni e risorse pari, se non maggiori a quelle del secondo dopoguerra per il rilancio dell’economia e della nostra società. “Nulla sarà come prima”: usciremo da questa battaglia profondamente diversi nel modo di produrre e di vivere. Questa crisi non dovrà solo alimentare la preoccupazione per un momento difficile, ma deve avviare un nuovo processo che duri nel tempo e che accompagni tutti noi a lavorare davvero insieme e con ancora più motivazione sapendo cogliere perfino nuove opportunità.

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