Abruzzo-Molise. Somministrazione: garantite le retribuzioni di marzo per oltre 5000 lavoratori dal Fondo di Solidarietà bilaterale di settore.

9 aprile 2020 - Sono circa 5125 le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno svolgono la loro missione all’interno delle aziende del territorio abruzzese e molisano nei diversi settori investiti
dall’obbligo del fermo produttivo previsto dai decreti governativi. Lavoratori per lo più con contratti a tempo determinato. Per loro abbiamo ricevuto dalle rispettive Agenzie poco meno di 500 richieste di accesso all’ammortizzatore sociale di settore.
Nell’incertezza globale che impatta anche sulle nostre regioni, un importante risultato è stato raggiunto attraverso un’azione di sistema: riceveranno alle normali scadenze di paga e dunque il prossimo 15 aprile, la retribuzione del mese di marzo tutti i lavoratori e le lavoratrici in missione presso aziende che abbiano attivato un ammortizzatore sociale. Una risposta in grado di sostenere centinaia di famiglie attraverso la garanzia del salario e in una data certa, tramite l’anticipazione del
Fondo di Solidarietà Bilaterale di settore, a seguito di un importante accordo tra Organizzazioni Sindacali e Datoriali sottoscritto lo scorso 6 marzo.
Una importante prova di responsabilità che conferma ancora una volta, come la somministrazione sia la forma di flessibilità più garantita, in grado di sostenere realmente il lavoratore sia nel periodi di lavoro che non.
Lanciamo però un allarme: siamo in attesa di risposte dal Ministero del Lavoro circa il possibile rifinanziamento del Fondo, imprescindibile per continuare a garantire ai lavoratori retribuzioni certe per i prossimi mesi.
Altra criticità riguarda la scadenza dei contratti in costanza di ammortizzatore sociale: come già sottolineato nella missiva inviata congiuntamente alle Agenzie per il lavoro locali,e già sollecitato al Ministero del Lavoro da parte dei Sindacati Confederali Nazionali oltre alle categorie Nazionali di settore, si rende necessario uno sforzo in più procedendo alla proroga di tutti i contratti che arrivano a cessazione durante l’emergenza sanitaria che - nelle nostre regioni - ammontano a circa il 60% della forza lavoro. Ciò per evitare che centinaia di lavoratori, talvolta anche più di uno in somministrazione nello stesso nucleo famigliare, si ritrovino senza reddito nè
lavoro. Rischierebbero di pagare il doppio scotto di perdere il contratto e di non trovarne un altro nell’immediato visto che il mercato è completamente fermo. Per non parlare della impossibilità di essere riassunti in missione presso la stessa azienda utilizzatrice, stante l’attuale obbligo di applicazione della causale, aspetto sollecitato al Ministero in più di una occasione e sul quale lo stesso ancora non si è espresso.
Riteniamo fondamentali i chiarimenti su tutte le criticità evidenziate: in una situazione di emergenza senza precedenti, come quella che stiamo vivendo, è necessario che ognuno faccia la propria parte al fine di garantire la sussistenza e la continuità lavorativa agli oltre 5000 lavoratori e lavoratrici che ogni giorno mettono a disposizione la loro professionalità nelle aziende delle nostre regioni.

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