Lazio. CISL: "Mense scolastiche. Campidoglio rifiuta confronto su futuro di oltre duemila lavoratrici e lavoratori, bollandolo come ‘prematuro’”

Roma, 17 maggio 2020. “A seguito di numerose richieste di incontro, più volte sollecitate, destinate all’assessore Veronica Mammì, per fare il punto sul destino di oltre duemila lavoratrici e lavoratori delle mense scolastiche che operano all’interno degli istituti scolastici di Roma Capitale, abbiamo ottenuto una risposta unilaterale e ingiustificata: secondo l’Amministrazione, sarebbe prematuro calendarizzare qualsiasi incontro. E’una risposta inaccettabile: abbiamo il diritto di rappresentare la voce, le preoccupazioni e le esigenze di migliaia di persone e famiglie”.

E' quanto si legge in una nota di Filcams-CGIL Roma e Lazio, Fisascat-CISL Roma Capitale e Rieti e Uiltucs Roma e Lazio, in cui si aggiunge che “abbiamo appreso, soltanto a mezzo stampa e senza un reale confronto, che si è scelto di posticipare l’uscita del bando di gara di 3-4 mesi, che è necessario un lasso di tempo per mettersi in regola con gli elettrodomestici e ciò comporterà una ‘rielaborazione della spesa per pasto’.

Riteniamo inaccettabile che il Campidoglio si comporti in modo così unilaterale, senza confrontarsi con il sindacato su tematiche importanti come la continuità del servizio, il mantenimento dei livelli occupazionali, la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori anche alla luce dell’emergenza Covid, il costo pasti, l’analisi del capitolato di gara. Vorremmo inoltre comprendere bene cosa significa ‘rielaborazione della spesa per pasto’, e scongiurare la prospettiva della distribuzione ai bambini di panini o pasti precotti”.

“Non è più tollerabile – si conclude nella nota - di apprendere notizie così importanti tramite la stampa e non attraverso incontri più volte richiesti. Pretendiamo pertanto un confronto urgente e immediato: in un momento così delicato è quanto mai importante avviare un dialogo e dare certezze a migliaia di persone, che a tutt’oggi, dopo la sospensione estiva, non hanno un’idea di quando riprenderanno a lavorare e non sanno se ci sarà continuità occupazionale con un’ulteriore proroga del bando”.

 

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