Sardegna. Sindacati: "Richiesta di confronto con la Regione"

Cagliari, 22 maggio 2020. Con l’approvazione definitiva del cosiddetto DPCM “Rilancio” si è andato a completare il quadro complessivo degli interventi che il Governo nazionale ha posto in essere a sostegno del sistema economico e sociale nazionale, così come inizialmente definiti con i DPCM “CuraItalia” e “Liquidità”. In questi mesi la Regione Sardegna ha altresì provveduto a definire progressivamente un analogo insieme di interventi per far fronte alla crisi da Coronavirus, misure che spaziano dalle imprese della filiera turistica a quelle di tutti gli altri settori ed attività economiche (compreso il settore agricolo e gli imprenditori agricoli), ma che coinvolgono anche le persone fisiche e i nuclei familiari. Complessivamente abbiamo calcolato trattarsi di quasi 400 milioni di euro variamente ripartiti tra interventi diretti al welfare e famiglie (34,44%), alle imprese (58,04%), suddivisi tra garanzie/mutui (52,51%) e finanziamenti diretti (5,53%)), per i quali spicca la riserva a favore della filiera turistica stabilita dalla L.R. 8/2020 e le risorse inizialmente dirette alla Protezione Civile (7,52%). Si tratta certamente di una cifra notevole, alla quale dovrebbero aggiungersi le risorse che, in questi mesi, si sarebbero dovute sbloccare per effetto delle azioni deliberate dalla Giunta necessarie ad accelerare le attività di pagamento delle agevolazioni ai beneficiari delle procedure di aiuti regionali. Ciò premesso, constatiamo al contempo che la gran parte di questi fondi deriva da riprogrammazioni e riorientamento di risorse, con particolare riferimento a quelle derivanti dai fondi strutturali europei (FESR, FSE e FEASR) per la programmazione 2014-2020, come pure da economie registrate sul funzionamento di strumenti analoghi, ovvero da fondi variamente gestiti dalla Finanziaria regionale. Rileviamo che questa intensa attività sta avvenendo senza un coinvolgimento delle Parti economiche e sociali ed un’adeguata e trasparente comunicazione all’esterno che, riconducendo le singole iniziative all’interno di un quadro organico ed unitario di programmazione, possa consentire di valutare l’opportunità delle scelte che si stanno compiendo e gli impatti su cittadini, lavoratori ed imprese. Ciò in particolare anche alla luce proprio del DPCM “Rilancio” il quale tra i vari capitoli prevede, al Capo XI – Sud, una serie di articoli che, nello stabilire il contributo dei Fondi strutturali europei al contrasto dell’emergenza Covid-19, di fatto sollevano anche il problema della riprogrammazione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), oltre a “mettere in gioco” anche le risorse rinvenienti dai cicli programmatori 2000-2006 e 2007-2013. Stanti i limiti di manovra della finanza pubblica, ci troviamo di fronte alle medesime risorse che solo apparentemente si moltiplicano, ma, messo per il momento da parte il possibile loro incremento, da valutare soprattutto in base alle decisioni di ambito nazionale ed europeo, il punto di rilievo sta nelle caratteristiche, nella tempistica di attuazione e nel tiraggio delle misure che vengono assunte. Questa breve ricostruzione evidenzia quanto sia oltremodo necessario ed urgente poter disporre di alcune risposte riguardo a: 1. quale sia il quadro complessivo e di dettaglio degli interventi pro Covid19 finora programmato (soggetti destinatari, tipologia, ammontare delle risorse, fonte). Da parte nostra abbiamo fatto una prima, sicuramente parziale (tenuto peraltro conto che a tutt’oggi risultano non disponibili delle delibere aventi probabilmente impatti finanziari) e forse anche imperfetta, ricognizione che alleghiamo alla presente nello spirito di reciproca collaborazione che ci muove; 2. stato di avanzamento della riprogrammazione dei fondi strutturali 2014-2020 e di avanzamento del FSC 2014-2020 e loro esiti (risorse disponibili, assi/linee di intervento coinvolti, e destinazione programmata). L’ Agenzia per la Coesione Territoriale ha attestato che al 30.04.2020 risultava certificato ancora il 26,8% delle risorse PO FESR (circa 250 mln su 931 mln di importo programmato complessivo) ed il 25,9% del PO FSE (circa 115 mln euro su 445 mln), gli stessi valori con cui si era chiuso il 2019. Mancano a tutt’oggi dati puntuali su quanto è stato effettivamente programmato e sull’avanzamento della spesa per singole azioni. 3. stato degli impegni e della spesa delle risorse (29,9 milioni di euro) assegnati da bilancio alla Protezione Civile, con particolare riferimento alle misure di sicurezza e prevenzione sanitaria per la ripresa delle attività economiche e della circolazione delle persone, ormai avviata; 4. stato degli impegni assunti per l’approvazione di misure di sostegno a favore dei lavoratori e lavoratrici esclusi da altre provvidenze statali di cui all’Accordo Regione-Parti Sociali del 26 marzo 2020 e interventi per la più rapida erogazione dei trattamenti stabiliti; 5. monitoraggio rispetto all’accelerazione della spesa sui principali strumenti di sostegno alle imprese a far data dalla DGR 13/11 del 17.03.2020 fino ad oggi e proiezioni per i prossimi mesi; 6. stato di attuazione degli strumenti finanziari, anche innovativi, costituiti per favorire l’accesso al credito delle imprese colpite dalla crisi da Covid-19, completo delle operazioni attivate con l’ammontare dei finanziamenti alla data attuale eventualmente autorizzati; 7. stato di attuazione del Fondo di debito denominato “Emergenza imprese” per il quale si è prevista una dotazione iniziale di 120 milioni di euro, di cui 60 milioni a valere su risorse comunitarie esito riprogrammazione POR FESR 2014-2020 e su risorse del bilancio regionale da destinare con apposito disegno di legge, e 60 milioni di fonte BEI Siamo convinti che il fattore “tempo” e l’effettiva fruibilità delle risorse non siano, ancor più in questa difficile fase, elementi estranei all’efficacia delle misure messe in campo dalla Regione. Come pure riteniamo che alle Parti sociali vada riconosciuto un ruolo fattivo e non residuale nel definire anche il quadro degli interventi, come pure valutarne e monitorarne l’efficacia. Pertanto siamo a richiederLe con urgenza l’apertura di un confronto di merito sui temi e le problematiche richiamate, confronto peraltro già precedentemente sollecitato con nostra precedente nota in data 17 aprile u.s. e non a caso appositamente previsto nel citato Accordo siglato il 26 marzo 2020.

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