Veneto. Sindacati: "Lunedì 8 giugno sciopero scuola"

Treviso, 5 giugno 2020. Sciopero della scuola lunedì 8 giugno anche per docenti e presidi delle province di Treviso e Belluno. L’intero comparto dell’istruzione si fermerà per l’intera giornata e, a livello veneto, darà vita a un presidio regionale a partire dalle 10 in piazza Ferretto a Mestre.
Cisl Scuola, Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda rivendicano un piano straordinario di investimenti per rendere possibile l’avvio in presenza del nuovo anno scolastico in condizioni di sicurezza e richiedono il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio al fine di individuare nuovi investimenti in materia di personale e sostegno dell’offerta formativa, da inserire subito nel Decreto Rilancio.
I sindacati della scuola chiedono adeguate risorse economiche, per consentire un necessario potenziamento degli organici, per personale docente e amministrativo, condizioni indispensabili per garantire la riduzione del numero di alunni per classe, il rispetto del tetto massimo di 20 alunni per classe in presenza di alunni con disabilità, la funzionalità alle segreterie scolastiche, garantendo sorveglianza e rigorosa applicazione delle misure di sicurezza e anti-contagio in tutti i plessi e in ogni singolo piano degli edifici, ma anche il consolidamento, a regime, della figura dell’assistente tecnico in tutte le scuole del primo ciclo, e la revisione dei parametri per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche. In provincia di Treviso in settembre dovrebbero tornare sui banchi di scuola quasi 110.000 alunni, 9.000 docenti, 2.800 Ata; nel Bellunese quasi 23.000 alunni, 2.120 docenti e 1.000 Ata.
“Riteniamo poi necessaria - precisa Teresa Merotto, segretario generale della Cisl Scuola Belluno Treviso - l’assunzione a tempo indeterminato dal 1° settembre, attingendo da graduatoria per soli titoli, del personale con almeno tre anni di servizio e il rinnovo delle graduatorie provinciali con procedura on line entro agosto 2020, così come l’emanazione del Bando di un concorso riservato ai direttori dei servizi generali e amministrativi”.
Analoghe rivendicazioni vengono rappresentate per quanto concerne la responsabilità della dirigenza scolastica e le problematiche retributive. Per l’area della dirigenza non sono più procrastinabili gli interventi relativi alla responsabilità in materia di sicurezza e l’attivazione delle procedure relative alla rilevazione dello stress lavoro correlato dei dirigenti scolastici.
Per garantire un funzionamento delle scuole servono inoltre specifici investimenti per un piano di formazione di tutto il personale, il potenziamento degli strumenti informatici, il rinnovo contrattuale, il miglioramento dell’offerta formativa e interventi di edilizia scolastica se non altro per consentire di lavorare e studiare in edifici sicuri.
“Infine - conclude Merotto - siamo preoccupati per la conclusione della vertenza relativa al precariato dei docenti con 36 mesi di servizio e ribadiamo, ancora una volta, la necessità di interventi per assicurare alle scuole tutti i docenti necessari. È forte il timore per la riapertura delle scuole, mancando ad oggi un progetto chiaro e ben definito sulle modalità con cui tornare all’attività didattica in presenza. Il personale della scuola ha dato in questi mesi una grande prova di responsabilità, senso civico, passione per il proprio lavoro: non possono essere queste le uniche risorse su cui far conto, è il momento che faccia fino in fondo la sua parte chi ha la responsabilità di governare il Paese”.

 

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