Puglia. Sindacati: "Azienda agricola Don Camillo. Confronto con il sindacato"

Taranto, 15 giugno 2020. A maggio 2018 l’azienda agricola Don Camillo decide di investire nel territorio di Tarantolo fa prendendo in affitto lo stabilimento di Massafra ed entrando così con la Op di Brescello  (Reggio Emilia) nel mercato degli agrumi e delle albicocche

Inoltre l’azienda decide di diversificare la produzione sia ricevendo produzioni di nuovi soci del Mezzogiorno, dislocati tra Puglia e Calabria e soprattutto introducendo una nuova linea per la lavorazione di angurie e meloni

Come organizzazioni sindacali abbiamo appreso con entusiasmo questo investimento, perché significava occupazione per un territorio come il nostro dove le difficoltà sono tante e il livello di disoccupazione è altissimo, sempre convinti del fatto che la dignità del lavoratore passa dal lavoro e non da misure assistenziali

Abbiamo sperato in una prospettiva in un sito come quello di Massafra dove negli anni si sono susseguiti diversi investimenti, mai duraturi, che precarizzavano sempre di più la condizione lavorativa di braccianti e delle loro famiglie

L’amministratore delegato dell’azienda si è mostrato disponibile nelle relazioni sindacati, siamo infatti riusciti a siglare un importante accordo aziendale, dove si è garantita occupazione alla platea storica pur essendo la subentrante una nuova azienda, ma il valore, la professionalità delle lavoratrici non poteva essere messa in discussione e garantire continuità lavorativa è stato un grande successo per le lavoratrici, ma anche per la stessa comunità massafrese.

Un lavoro ottenuto attraverso tavoli di concertazione dove l’obiettivo è sempre stato tutelare i lavoratori. Un accordo però scaduto il 31 Dicembre 2019 e non rinnovato anche a causa dello stallo della contrattazione sul contratto provinciale degli agricoli e florovivaisti della provincia ionica.

Nel frattempo il 21 Maggio 2020, in modalità videoconferenza si è svolto un incontro tra le parti dove l’azienda comunica la partenza della nuova linea per la lavorazione di angurie e meloni, che ha comportato investimenti di adeguamento nel magazzino.

L’azienda comunica alle organizzazioni sindacali che, la nuova linea vedrà nell’immediato l’assunzione di una parte di lavoratrici, sicuramente inferiore rispetto agli addetti utilizzati per la lavorazione di albicocche e agrumi

Una notizia che da una parte volevamo sentire da tempo, cioè una nuova linea, nuovi investimenti, aumento dell’occupazione, una opportunità per la provincia ionica, dall’altra rammarico per apprendere il numero di 16 unità, solo 16 lavoratori da impiegare, avremmo voluto sentire un numero maggiore di assunzioni, per riuscire ancora una volta a garantire occupazione a tutta la platea storicamente impegnata nello stabilimento, ma l’azienda ci ha spiegato che l’avvio della nuova linea aveva questa necessità di manodopera, solo successivamente potevano aprirsi altre opportunità occupazionali, proprio sulla base di come si sarebbe sviluppata la nuova linea e produzione

Nonostante le difficoltà, comunque delle 16 unità assunte, 14 sono lavoratrici storiche del magazzino di Massafra, riuscendo comunque a garantire continuità lavorativa.

Come Flai Cgil e Fai Cisl, siamo stati sempre convinti e lo esercitiamo quotidianamente nei diversi settori, aziende, siti produttivi, che il ruolo del sindacato è quello di contrattare, è la contrattazione il senso del nostro fare, non siamo noi che possiamo decidere o imporre alle aziende chi assumere, possiamo pretendere e lo facciamo, il rispetto delle regole, delle norme contrattuali.

Attraverso la stampa sono state rivolte accuse prive di fondamenti verso le quali attiveremo i giusti provvedimenti, accuse che hanno coinvolto le lavoratrici assunte e le loro famiglie, verso le quali rivolgiamo parole di sostegno.

Quello che invece come Flai Cgil e Fai Cisl chiediamo con forza è:

• Una convocazione urgente da parte dell’azienda per entrare nel merito della progettualità, degli investimenti dell’azienda Don Camillo, perché passa da questo l’opportunità di creare nuova occupazione, occupazione più stabile, una prospettiva per il territorio
• Promuovere un nuovo accordo aziendale tra le parti, perché sono questi gli strumenti attraverso i quali tutelare i lavoratori e  lavoratrici, lavorando sul diritto di precedenza e su un programma di assunzioni
• Riavviare i tavoli di rinnovo del contratto provinciale per trovare accordi che rafforzino le tutele dei braccianti agricoli

Come Flai Cgil e Fai Cisl l’obiettivo è tutelare l’occupazione, i lavoratori, lavorare per nuovi investimentiche facciano crescere il territorio, cercando prima di tutto di non dividere la platea dei lavoratori stessi perché fermamente convinti chespaccando i lavoratori” si è sicuramente meno forti in un settore già fragile

Il dovere che abbiamo come organizzazioni sindacali è avere come riferimento la contrattazione collettiva e provinciale ed è proprio lì che bisogna ancorarsi quando le situazioni diventano complicate, non è semplice quando difronte si hanno lavoratori, famiglie, ognuna con la loro storia, con le proprie problematiche, ma bisogna sempre avere la capacità di lavorare sulla tutela collettiva.

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