Emilia Romagna. Mirandolexit, no della Cisl: «Ucman da migliorare, ma uscire sarebbe sbagliato»

Modena, 17 giugno 2020. Anche la Cisl è contraria all’uscita di Mirandola dall’Unione Comuni Modenesi Area Nord.
«L’uscita di Mirandola provocherebbe la fine dell’Ucman. Occorre fare tutto il possibile per evitare una nuova lacerazione al tessuto sociale del nostro territorio», afferma il responsabile Area Nord della Cisl Emilia Centrale Carlo Alfonso Preti, commentando quanto annunciato nei giorni scorsi e ribadito durante l’ultimo consiglio comunale di Mirandola.

«L’uscita di Mirandola dall’Ucman non era nemmeno nel programma dello schieramento che l’anno scorso ha vinto le elezioni, quindi non si capisce una decisione presa senza consultare i cittadini – ricorda Preti - L’Unione dei Comuni deve migliorare la propria organizzazione per essere più efficace ed efficiente, ma va ricordato che negli anni ha garantito servizi socio-sanitari di qualità, erogati in modo equo agli anziani, minori e altre fasce deboli della popolazione.
Senza Mirandola – sottolinea il responsabile di zona della Cisl - verrebbero meno le cosiddette “economie di scala” ottenute accorpando attività e servizi. Se ciascuno dei nove Comuni che compongono l’Ucman dovesse trovare risorse proprie per erogare le stesse prestazioni di oggi, sarebbe forte il rischio di aumenti delle rette e tariffe a carico dei cittadini».

«Il sovranismo è sbagliato e antistorico sia a livello nazionale che locale e ce l’hanno dimostrato il post terremoto e l’emergenza sanitaria – aggiunge il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta – Così come ce l’abbiamo fatta insieme con la ricostruzione, possiamo ripartire anche oggi, ma solo restando uniti.
Riteniamo, perciò, molto più utile superare le storiche divisioni tra “campanili” e forze politiche per sviluppare a pieno le potenzialità dell’Unione Comuni Modenesi Area Nord.
Chiediamo, quindi, non di uscire da un’esperienza, ma di investire in servizi che possono migliorare la qualità della vita dei cittadini, la competitività delle imprese e l’attrattività di un territorio che, – conclude Ballotta – grazie al distretto biomedicale e non solo, è fondamentale per l’intera regione».

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